Emergenza aree interne, la Cia mette a confronto Europa, Regione Marche e agricoltori 
Al ridotto delle Muse Fini, Ricci, Ciccioli, Baldelli e tanti imprenditori. Taddei: “Dialoghiamo”

Aree interne, e’ emergenza desertificazione. E’ il messaggio forte che viene da un Ridotto delle Muse di Ancona tutto esaurito per il convegno promosso da CIA Marche dal titolo “Nuova vita per le aree interne: un futuro da coltivare”. Al tavolo relatori di livello nazionale: il Presidente Cia Cristiano Fini, gli europarlamentari Matteo Ricci e Carlo Ciccioli, l’assessore Francesco Baldelli, il Presidente  Uncem Marche Giuseppe Amici. A guidare gli interventi il Presidente Cia Marche Alessandro Taddei e il Direttore Massimo Sandroni, promotori dell’incontro.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Ancona Daniele Silvetti e del Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, e’ stata la volta degli interventi. Taddei ha sottolineato come le aree interne rischino la desertificazione: la vita per chi abita in queste zone costa in media il 30% in più. “Si aggiunga a questo – ha rimarcato il Presidente Cia Marche – che in queste zone mancano spesso i servizi essenziali come scuole, poste, banca, senza dimenticare i drammi del terremoto e delle alluvioni che spingono i giovani alla fuga”. Taddei ha chiesto una compensazione di 600 euro a ettaro di indennità compensativa per chi coltiva in queste aree, ricordando che non si cura solo l’agricoltura ma l’ambiente, inteso come tutela e prevenzione.
Dal canto suo, l’europarlamentare Matteo Ricci ha proposto 30 mila euro di contributo a fondo perduto per le coppie che decidano di andare a vivere nelle aree interne, oltre ad asili gratis e trasporto pubblico agevolato. 
L’omologo Carlo Ciccioli ha sottolineato come in pochi mesi dall’insediamento del nuovo Parlamento Europeo le cose siano cambiate, e grazie anche al suo sforzo “si è superata – ha sottolineato – una strategia estremista sui temi ambientali, perché la natura nn va lasciata libera ma va regolata e gestita dall’uomo”.
Il Presidente Nazionale Cristiano Fini ha ringraziato la Cia Marche, “tra le regioni più attive nella battaglia per i diritti degli agricoltori”, ricordando che nn si può salvaguardare il lupo o il cinghiale a discapito delle pecore, delle mucche e degli stessi agricoltori. “La tutela – ha spiegato Fini – significa coesistenza”. 
A margine dell’incontro, la Regione Marche ha dato piena disponibilità a recepire l’appello lanciato dagli agricoltori durante il Convegno, soprattutto su due punti della nuova Legge regionale sulla caccia recentemente approvata, quelli relativi ai risarcimenti e alla responsabilità dell’agricoltore sulla prevenzione, perché non creino ulteriori disagi agli agricoltori.
 “In pratica – ha spiegato Taddei – noi che viviamo con la minaccia costante degli animali selvatici, seminiamo e alleviamo rischiando di farlo per dar da mangiare a lupi, corvi e cinghiali, dobbiamo anche fare prevenzione a nostre spese, mettere recinzioni dal costo importante, con il rischio che poi se subisci un danno ma vien fuori che nn hai fatto bene i lavori non ti rimborsano neanche. Questa norma va cambiata. Siamo pronti a dialogare con le istituzioni”.
L’assessore Baldelli, che ha partecipato alla tavola rotonda, in sintonia con l’assessore Antonini che ha la delega alla caccia, hanno aperto a un incontro nei prossimi giorni presso la sede della Regione.