LORETO – La comunità è sotto choc e si prepara a stringersi attorno al figlio di Luigia Fortunato e alla sua famiglia: domani è in programma una riunione tra il Comune di Loreto, il sindaco Moreno Pieroni, una delegazione della Santa Casa e gli insegnanti la scuola frequentata dal bambino di sette anni per definire una fiaccolata in memoria della trentaduenne uccisa dal marito nella loro abitazione di via Bramante.
L’iniziativa, promossa da Comune e Curia, dovrebbe svolgersi nei prossimi giorni, compatibilmente con i tempi dell’autopsia fissata per martedì. Il corteo partirà proprio da via Bramante e raggiungerà piazza della Basilica, dove verranno aperte le porte della Santa Casa e il vescovo Dal Cin guiderà un momento di preghiera.
“Ogni atto di violenza contro una donna è un oltraggio a Dio ed è una ferita mortale inferta al cuore della nostra società: per questo non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo abituarci a questa scia di sangue”. Così in una nota, riporta Ansa, l’arcivescovo prelato di Loreto (Ancona), Fabio Dal Cin, ha espresso il proprio cordoglio per la morte della donna. “La morte di Luigia grida alla coscienza di ciascuno di noi. Non siamo di fronte solo a un atto criminale, ma a un dramma umano, culturale ed educativo che ci interroga profondamente come credenti e come cittadini. – ha aggiunto Dal Cin”.
Intanto l’inchiesta prosegue. Domani mattina Sami Khemaies, il tunisino di 39 anni fermato con l’accusa di aver ucciso la moglie a coltellate, comparirà davanti al gip di Ancona per l’udienza di convalida del fermo. Martedì sarà invece eseguita l’autopsia sul corpo della donna su cui sono stati inferti decine di fendenti.
Assistito dal suo difensore Simone Matraxia, l’uomo sostiene di aver agito durante una lite e racconta che sarebbe stata la moglie a impugnare per prima il coltello, una versione che al momento non trova riscontri nelle indagini. La Procura procede per omicidio volontario. Non è stata contestata, allo stato attuale, la nuova fattispecie di femminicidio, perché dagli atti non emergono precedenti denunce o un quadro documentato di maltrattamenti e violenze reiterate. Gli investigatori continueranno però ad ascoltare familiari e persone vicine alla vittima per ricostruire il contesto in cui è maturato il delitto.
“Luigia era una madre meravigliosa e irreprensibile, ecco perché non era nota ai servizi sociali. In quella famiglia non c’era conflittualità, ma un padre disfunzionale con precedenti di reato. Lei sollecitava l’uomo a riabilitarsi, consentendogli di avere contatti con il figlio. Sono sconcertata da questa comunicazione che la rivittimizza”. Così all’ANSA Cristina Perozzi, legale della famiglia di Luigia Fortunato, la donna di 39 anni uccisa a coltellate dal marito Sami Khemaies nella casa dove abitavano a Loreto (Ancona). “Se non ci sono mai state denunce, come si fa a sapere se Luigia non sia mai stata vittima di maltrattamenti? – ha aggiunto la legale – Facciamo battaglie all’ultimo fiato per veicolare un messaggio diverso ed educativo alla collettività”. Per quanto riguarda la contestazione o meno del reato di femminicidio, Perozzi ha sottolineato come sia ancora “prematuro fare ipotesi di reato”. “Le autorità stanno indagando. – ha concluso – Tutto quello che ho letto fino ad ora sono congetture non comprovate da nulla. Dobbiamo lasciare lavorare tranquillamente la magistratura e gli inquirenti, verso i quali ho massima fiducia”.






