LORETO – Si terrà lunedì mattina alle 9, in videocollegamento dal carcere di Montacuto, l’udienza di convalida del fermo di Sami Khemaies, il tunisino di 39 anni accusato di aver ucciso la moglie Luigia Fortunato, 33 anni, nella loro abitazione di Loreto giovedì sera. Disposto l’autopsia sul corpo della donna che sarà eseguita martedì dal medico legale Angelo Montana.
Davanti ai carabinieri l’uomo avrebbe sostenuto di aver reagito dopo essere stato minacciato con un coltello dalla moglie. Una versione ora al vaglio degli investigatori. Dopo il delitto, Khemaies si è presentato spontaneamente alla caserma di Porto Recanati confessando l’omicidio. Poco prima aveva risposto alla suocera, che cercava la figlia, con un messaggio: “È morta”.
Secondo quanto ricostruito, la coppia viveva da separata in casa per il bene del figlio piccolo, ma in un clima di continui contrasti. La lite sfociata nel femminicidio sarebbe maturata dopo l’ennesimo episodio di tensione, mentre il bambino era già stato portato via dalla nonna. Il 39enne aveva anche precedenti per spaccio di droga: dopo una condanna era finito in carcere e nel 2020 era evaso dagli arresti domiciliari rompendo il braccialetto elettronico.
Loreto, con il sindaco Moreno Pieroni, ha già annunciato che proclamerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali di Luigia. Cordoglio anche da Cerignola, città d’origine della giovane, che ha espresso vicinanza alla famiglia e una ferma condanna per l’ennesimo caso di violenza contro una donna.





