ANCONA – I disagi lungo la A14 sono “un insulto per tutti i marchigiani”. Lo sostiene il segretario generale Cgil Marche, Giuseppe Santarelli, che sottolinea come “tutto il tratto a doppia corsia che va nelle due direzioni verso sud della regione, da San Benedetto fino a Porto San Giorgio, tutti i giorni e a tutte le ore, è quasi impraticabile per automobilisti e camionisti, costretti a percorrerlo”.
“Un inferno. – prosegue – costellato di continue deviazioni, cambi di carreggiata, chiusure di caselli, gallerie spesso prive di illuminazioni, oltre che d’impianto fonico in caso d’incidenti, vere e proprie chicane quasi fosse il tracciato di un gran premio automobilistico che poi diventano la causa inevitabile di code interminabili, tamponamenti, incidenti spesso gravi che mettono a rischio l’incolumità quando non la vita degli automobilisti”.
Sui tempi di fine lavori, “mentre fino a qualche anno fa indicava, con un’apposita segnaletica, il termine dei lavori per il 31 dicembre del 2024, ora – prosegue Santarelli – con oltre un anno di ritardo, anche questa semplice informazione è stata rimossa, come se questi lavori siano in realtà interminabili”.
Il segretario generale Cgil Marche prosegue con una serie di interrogativi tesi a conoscere i termini del contratto pattuito tra ministero dei Trasporti, Regione Marche e Società Autostrade, i finanziamenti, il cronoprogramma, i tempi e le scadenze previste e quali il piano sanzionatorio in caso di inadempienza, oltre a chiedere una presa di posizione alla Regione.
“Chi lavora – conclude Santarelli – non può rimanere intrappolato per ore tutti i giorni in autostrada, rischiando la propria incolumità e perdendo tempo prezioso e per le stesse imprese tutto ciò si trasforma in un elemento di perdita di competitività e di aumento dei costi in una fase dell’economia regionale già provata da altre problematiche”.



