Silvia Severini ha agito in nome della solidarietà, della pace e della coscienza civile. La sua esperienza e testimonianza meritano ascolto, rispetto e visibilità" e "chiediamo che le istituzioni regionali e locali rompano il silenzio e si esprimano con chiarezza: da che parte stanno?". Il Coordinamento Marche per la Palestina lamenta il "silenzio delle istituzioni" attorno alla 54enne impiegata pubblica di Ancona che ha trascorso un mese con la Global Sumud Flotilla verso Gaza, per "rompere l'assedio imposto da Israele alla Striscia, con l'obiettivo di aprire un corridoio umanitario e denunciare il genocidio. Severini era stata trattenuta due giorni nel carcere israeliano di Ketziot prima di essere liberata e tornare a casa.
    "La missione, di chiaro carattere umanitario e pacifista, si è conclusa con il sequestro illegale in acque internazionali delle imbarcazioni da parte delle autorità israeliane e dei partecipanti: – scrive il Coordinamento Marche per la Palestina – Silvia è stata detenuta per due giorni nelle carceri israeliane, sottoposta a vessazioni e violenze psicologiche. Dopo essere finalmente tornata in Italia, nella tarda notte di sabato 4 ottobre, in queste ultime ore, nessuna istituzione del territorio – né il sindaco di Ancona, né il prefetto, né tantomeno il presidente della Regione Marche – ha ritenuto opportuno esprimere pubblicamente solidarietà o vicinanza a Silvia".
    "Questo silenzio istituzionale è grave, e non può essere ignorato. – aggiunge – A prescindere dal colore politico delle amministrazioni locali o regionali, riteniamo che esista un dovere morale e istituzionale di riconoscere e sostenere chi ha messo a rischio la propria incolumità per difendere i diritti umani, la giustizia e la dignità dei popoli. Il silenzio delle istituzioni – prosegue – non è solo un vuoto di parole: è assenza di umanità, è complicità passiva di fronte a un genocidio". Il Coordinamento "marchigiani, associazioni, realtà sociali e collettivi a far sentire la propria voce e a costruire insieme una risposta.