ANCONA – “Dell’omicidio ricordo solo un urlo” , così Franco Panariello in aula, ha confessato l’omicidio della moglie, Concetta Marruocco, avvenuto lo scorso 14 ottobre a Cerreto d’Esi (Ancona). “Ricordo solo un urlo. Poi ho visto mia figlia e le mie mani sporche di sangue,” ha raccontato, scosso, davanti alla Corte d’Assise di Ancona. La tragedia si è consumata in piena notte, nonostante Panariello fosse soggetto a un divieto di avvicinamento e indossasse un braccialetto elettronico, che però non ha funzionato. Panariello ha ribadito di aver ucciso la moglie, spiegando che voleva solo parlarle e chiarire delle questioni. Quando il pm ha domandato perché avesse portato un coltello e fosse andato dalla donna di notte, Panariello ha risposto: “Non lo so. Se avessi voluto farle del male, avrei potuto farlo in qualsiasi momento; conoscevo bene le sue abitudini”. Secondo lui, il coltello sarebbe servito solo a intimidirla “nel caso non mi avesse lasciato parlare”.
Panariello ha raccontato di aver trovato le chiavi della casa della moglie dentro un borsone delle vacanze molto tempo prima e di averle usate quella notte per entrare. Di fronte alla domanda del pm sulle 52 coltellate inferte, Panariello ha detto di non ricordare i dettagli: “Non so dire, ho solo dei flash. Non ricordo nemmeno di aver usato un coltello”.
La prossima udienza è fissata per il 17 dicembre, data in cui si terranno le discussioni finali e la sentenza.






