Caldo soffocante, temperature record e cantieri fermi, anzi no, almeno non sempre. Sono già una trentina nella nostra regione le segnalazioni riguardanti il mancato rispetto dell’ordinanza regionale che vieterebbe l’attività lavorativa sotto il sole dalle 12.30 alle 16 nei giorni e nelle zone a rischio alto, ma, spiega il segretario Filca CISL Marche Jacopo Lasca, i casi potrebbero essere molti di più, in particolare nelle aziende più piccole e meno strutturate.
La vera soluzione, spiega Lasca, è un cambio di paradigma e di cultura. Il rischio caldo deve rientrare nell’attuale normativa sulla sicurezza sul lavoro e di conseguenza nei documenti aziendali relativi a salute e sicurezza.



