I Giovani Democratici delle Marche hanno organizzato a Macerata una manifestazione di solidarietà al popolo iraniano, che da anni – e con rinnovata forza in queste settimane – lotta contro un regime teocratico brutale, responsabile di una repressione sistematica dei diritti umani.

In un contesto internazionale sempre più segnato dalla logica della forza e dalla normalizzazione della violenza, riteniamo necessario ribadire che la libertà, la dignità e l’autodeterminazione dei popoli non sono negoziabili.

Le proteste che attraversano l’Iran non sono episodi isolati, ma l’espressione di un malessere profondo, aggravato dal collasso economico, dall’inflazione e da un sistema di potere che risponde alle richieste di giustizia con il carcere, la tortura e la morte.

«Scendiamo in piazza perché non possiamo accettare che il silenzio diventi complicità», dichiara Chiara Croce, segretaria dei Giovani Democratici delle Marche. «Il popolo iraniano sta pagando con il sangue la richiesta di diritti fondamentali e di un futuro diverso. Come giovani e come democratici sentiamo la responsabilità politica di tenere alta l’attenzione, senza paternalismi ma con una solidarietà concreta e consapevole».

Alla mobilitazione hanno partecipato tante sigle politiche e associazioni di società civile, tra i quali il Partito Democratico delle Marche. «La battaglia per i diritti umani non conosce confini e riguarda tutte e tutti noi», afferma Chantal Bomprezzi, segretaria regionale del Partito Democratico. «Sostenere il popolo iraniano significa difendere il principio universale della libertà e dell’autodeterminazione, respingendo sia la violenza del regime sia ogni ipotesi di intervento armato o strumentalizzazione geopolitica».

Dal grido “Jin, Jîyan, Azadî” nato dopo l’uccisione di Mahsa Amini, fino alle mobilitazioni odierne, emerge con forza una generazione che rifiuta di vivere sotto un regime che nega libertà fondamentali, in particolare alle donne e ai giovani. A questa generazione va il nostro sostegno politico e umano. «Crediamo nel diritto internazionale e nel ruolo delle Nazioni Unite come unico quadro legittimo per la tutela dei diritti umani», concludono GD e PD Marche.