FANO – Più di dieci coltellate, inferte su tutto il corpo. E’ questo uno dei particolari che emerge dall’ autopsia che è stata svolta ieri sulla salma della 23enne ucraina Anastasiia, ritrovata morta nelle campagne di Fano lo scorso 14 novembre.

Per il suo omicidio è accusato il marito, un 42enne di nazionalità ucraina egiziana, attualmente dtenuto a Bologna, dove è stato arrestato mentre tentata di fuggire. E’ in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

Si attende però il deposito della relazione del medico legale per fare completa luce sul femminicidio di Anastasiia. Le armi ritrovate dopo l’omicidio sono due: un coltello e un taglierino, ancora non si sa se siano state usate entrambe per infliggere i fendenti o solo una di esse.