AMANDOLA – Dopo la restituzione del Monastero di San Lorenzo nel 2024 e il ritorno delle monache benedettine, con la firma tra l’impresa Alessandrini, la Diocesi di Fermo, lo studio di progettazione ENARConti e le suore,  al  via i lavori per la Chiesa di San Pietro Apostolo di Amandola, uno dei luoghi del patrimonio religioso cittadino profondamente danneggiati dal sisma del 2016. Questa mattina, presso il monastero è stato presentato l’intervento di ricostruzione e miglioramento sismico che consentirà di recuperare l’edificio e restituirlo alla comunità con l’avvio dei lavori. 

La chiesa, a navata unica, si affaccia su via Nazario Sauro e si sviluppa su più livelli per una superficie di circa 300 metri quadrati. L’edificio è strettamente connesso al monastero: alla navata si affiancano le sagrestie, il portico, la sala del coro e la libreria, mentre sul lato est si trova la torre campanaria. La struttura conserva inoltre i segni delle trasformazioni avvenute nel tempo, in particolare nella copertura, già interessata da interventi nel 1980-81 e da successivi restauri negli anni Novanta.

Pesanti i danni provocati dal terremoto: ribaltamento del timpano della facciata, inflessione delle strutture della copertura, parziale crollo della cella campanaria e fessurazioni diffuse delle murature. Il sisma ha danneggiato anche la sala del coro e la relativa volta, mentre all’interno dell’aula si sono verificati distacchi di stucchi e intonaci.

L’intervento, attuato dall’Arcidiocesi di Fermo, può contare su un contributo per la ricostruzione post sisma pari a 1.733.703,89 euro. L’opera rientra nella programmazione dell’Ordinanza commissariale 105/2020.

Alla presentazione, oltre al  Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, hanno preso parte il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli, il primo cittadino di Montefortino Giampiero Lattanzi, l’Economo diocesano dell’Arcidiocesi di Fermo Demetrio Catalini, la responsabile dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Fermo Alma Monelli, la progettista e tesoriera dell’Ordine degli Architetti di Fermo Laura Gluscoff, la presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Fermo Lara Millevolte, il consigliere regionale Andrea Putzu e il viceprefetto vicario Marinella Iodice. 

«L’avvio di questo cantiere rappresenta un altro passo concreto nel percorso di ricostruzione e restituzione alle comunità dei luoghi che ne custodiscono la storia e l’identità – dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli –. La ricostruzione degli edifici di culto ha un valore che va oltre il recupero materiale: significa ricomporre un patrimonio storico, artistico e sociale profondamente legato alla vita dei nostri borghi. Ad Amandola interveniamo su un edificio duramente colpito dal sisma, con un progetto che coniuga sicurezza, conservazione e restauro. Il nostro obiettivo è continuare ad accelerare, lavorando insieme all’Arcidiocesi, all’Ufficio Speciale Ricostruzione e a tutti i soggetti coinvolti, affinché questi luoghi possano tornare pienamente a disposizione delle comunità».

Commenta Demetrio Catalini, economo diocesano: «A nome di S.E. Mons. Pennacchio, Arcivescovo di Fermo, esprimo un sentito ringraziamento al Commissario straordinario Castelli per l’impegno profuso a favore del territorio diocesano. Un riconoscimento particolare all’U.S.R. Marche, alla struttura commissariale e a tutti gli enti coinvolti, per aver rilasciato le autorizzazioni necessarie all’avvio dell’importante intervento di recupero della chiesa di San Pietro Apostolo di Amandola. I fondi stanziati dal Commissario testimoniano l’attenzione verso la tutela degli edifici di Culto che sono anche Beni Culturali, la cui identità viene preservata anche grazie alla presenza della comunità delle Benedettine».

Dice il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli: “Continua un lavoro di ricostruzione importante per la comunità religiosa amandolese e per l’intera città in una zona fortemente colpita dal sisma dove quasi tutti gli edifici sono stati dichiarati inagibili. Una chiesa ed un convento molto caro alla città gestito dalle amate Monache Benedettine di clausura che sono , da sempre, una parte importante della nostra comunità religiosa».

«Iniziamo il recupero di un luogo di culto straordinario, un luogo che rappresenta la storia e l’identità di questa comunità. Ringrazio il Commissario straordinario Guido Castelli: abbiamo continuato a puntare con decisione sulla ricostruzione e, con il suo arrivo, il cambio di passo si è visto concretamente, anche con l’avvio di lavori come questi. Mi fa particolarmente piacere, inoltre, che l’intervento sia stato affidato a una ditta del territorio. Ricostruire i nostri piccoli Comuni significa ridare loro vita, recuperando anche quei luoghi sacri che sono parte della nostra tradizione, della nostra identità e delle nostre comunità», dice Andrea Putzu, consigliere regionale della Regione Marche.

Sorridente e piena di speranza la badessa Suor Paola che con le altre sorelle da più di un anno è  rientrata “a casa” nel centro storico di Amandola, dopo i lavori post sisma.  Oltre alla Chiesa di san Pietro ora le suore attendono i lavori che riguardano la foresteria che permetterà loro di recuperare anche spazi per l’ospitalità e la ricettività. 

Il focus dell’intervento. Il progetto è finalizzato al miglioramento sismico e alla riduzione delle vulnerabilità della chiesa. Sono previsti il consolidamento delle murature perimetrali, l’inserimento di tiranti e nuovi capichiave, il rinforzo delle volte e la ricostruzione del campanile. La parte superiore della facciata sarà smontata e successivamente rimontata utilizzando mattoni di recupero.Un intervento importante riguarderà anche la copertura: saranno mantenute e revisionate le capriate lignee esistenti, sostituita l’orditura secondaria e inserite nuove capriate metalliche. Per il manto verranno utilizzati coppi di recupero. Saranno inoltre ricostruiti la copertura e il solaio della sala del coro e restaurati gli infissi in legno.

Il progetto comprende anche il rifacimento degli impianti elettrici, di illuminazione, audio e speciali e interventi sull’impianto termico. Accanto alla ricostruzione strutturale, particolare attenzione sarà dedicata al restauro degli elementi lignei, delle tempere e degli stucchi, con operazioni di pulitura, consolidamento e recupero delle parti danneggiate.

La ricostruzione dei luoghi di culto nel Fermano. L’avvio del cantiere si inserisce nel più ampio percorso di ricostruzione del patrimonio religioso dell’Arcidiocesi di Fermo, soggetto attuatore di 81 interventi sugli edifici di culto: 66 inseriti nella programmazione dell’Ordinanza 105/2020 e 15 nell’Ordinanza 132/2022. Complessivamente risultano programmati o concessi oltre 50,2 milioni di euro, dei quali circa 14,8 milioni già trasferiti.