ANCONA – Un’altra settimana segnata da una riduzione significativa del numero di nuovi casi di infezione da coronavirus in Italia e anche nelle Marche. Nella nostra regione infatti tra il 10 e il 16 maggio si è passati da 1.641 a 1.287 casi (-354, -21,5%). Da mercoledì intanto tutto il territorio marchigiano sarà in fascia gialla con il termine dell’ordinanza per Acqualagna e Petriano e con i dati aggiornati alla mattinata odierna (lunedì) in base ai quali la Regione non assumerà misure restrittive su altri Comuni.

Le vittime

Sono quattro le vittime nelle ultime 24 ore. Si tratta di un 70enne di Ascoli Piceno, di una donna di 75 anni di Macerata, di un uomo di 77 anni di San Bendetto del Tronto e di una 90enne di Fermo, tutte con patologie pregresse. Dall’inizio dell’emergenza il totale sale a 2996.

I ricoveri

Tornano a salire i ricoveri negli ospedali delle Marche: sette in più rispetto alle ultime 24 ore (310). Un paziente in più nei reparti di terapia intensiva (48), sei in più in quelli di semi intensiva (94), invariato il totale nelle aree non critiche. Si dimezza il numero di accessi ai Pronto Soccorso: ieri quattro, oggi sono due. Sono 106 gli ospiti delle strutture territoriali. Per quanto riguarda le dimissioni sono 14, il totale dimessi/guariti sale a 93.360 (+72)

Il contagio

Nell’ultima giornata 53 positivi su 435 tamponi molecolari del percorso nuove diagnosi (12.1%). Nel percorso antigenico, in base a 186 test riscontrati 4 positivi (2%). Lo comunica il Servizio Sanità della Regione: nelle ultime 24 ore testati in tutto “1.276 tamponi: 621 nel percorso nuove diagnosi (di cui 186 nello screening antigenico) e 655 nel percorso guariti”.

Tra i 53 positivi 14 sono in provincia di Macerata, 11 in provincia di Ancona, 11 in provincia di Pesaro-Urbino, 9 in provincia di Ascoli Piceno, 6 nel Fermano e 2 da fuori regione.
Tra i contagiati, 17 persone con sintomi. I casi comprendono contatti in setting domestico (8), contatti stretti di casi positivi (16), in setting lavorativo (1), in setting assistenziale (1), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (3). Per altri 7 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.