ASCOLI PICENO – Il gup del tribunale di Ascoli, Barbara Caponetti, ha rinviato a giudizio sette medici dell’ospedale “Mazzoni”, indagati per la morte di un paziente, avvenuta il 16 ottobre 2021 nel reparto di Rianimazione. Il processo per l’accusa di omicidio colposo inizierà il 26 marzo davanti al giudice Olivieri. Parte civile i familiari – madre, moglie, figlio e sorella – mentre l’Azienda sanitaria territoriale (Ast) si è costituita come responsabile civile tramite la gestione liquidatoria Ast di Ancona.
L’uomo era stato sottoposto il 30 agosto 2021 a un intervento di emicolectomia destra con resezione duodenale per l’asportazione di una doppia neoplasia neuroendocrina. Durante l’operazione si verificò la lacerazione della vena mesenterica superiore, complicanza ritenuta non colposa dalla Procura e risolta con sutura. Due giorni dopo, però, insorse uno shock emorragico con grave anemia. Una Tac evidenziò un voluminoso ematoma addominale e segni di sanguinamento attivo nella sede della ricostruzione venosa.
Secondo l’accusa, non sarebbe stato disposto un intervento urgente di revisione chirurgica né sospesa la terapia aggregante. Le stesse omissioni, sempre a giudizio della Procura, sarebbero proseguite nei giorni successivi, nonostante il perdurare dell’anemizzazione. Il 16 settembre il paziente fu colpito da infarto e il 16 ottobre morì per emorragia cerebrale in un quadro di shock multifattoriale. Per la Procura, un nuovo intervento avrebbe potuto salvargli la vita con alta probabilità. Gli imputati respingono le accuse e contano di dimostrare in dibattimento la loro estraneità alle contestazioni.




