OFFAGNA – La quotidianità ribaltata del tutto, investita dallo tsunami della pandemia. Un’assistenza diversa, nuova, che ha messo a dura prova la resilienza della cosiddetta medicina di prossimità. Ossia i medici di base, la prima linea della trincea contro il Covid, ma oggi con un’arma in più quella di un protocollo d’intervento sulla terapia domiciliare, di recente aggiornata anche dalla Regione Marche. Aspirina, antinfiammatori su consiglio del medico; l’emogas su valutazione delle USCA; quindi cortisone ed eparina, ma solo nel momento giusto del decorso infettante del virus.

La strategia dell’AstraZeneca da somministrare sugli Over 60 ha riproposto di nuovi dubbi e preoccupazione tra i vaccinandi. Anche tra coloro che ricevono la somministrazione dai propri medici di base.

La dottoressa Giacomini è una dei medici che sta sperimentando il progetto pilota RicovAI-19, presentato dall’azienda Ospedali Riuniti con l’obiettivo del monitoraggio a distanza dei pazienti con intelligenza artificiale. Un’innovazione che cambia il paradigma dell’assistenza anche nelle RSA