ARQUATA DEL TRONTO – Un giorno spuntano dietro il comodino, quello seguente in bagno e poi sul corridoio, nell’intercapedine del battiscopa. Ecco i funghi “varietà Sae”. C’è poco da ridere però per chi vive da quasi cinque anni in una soluzione abitativa di emergenza post sisma e si ritrova anche a subire disagi legati a muffe e umidità. 

Questo scatto arriva dal villaggio di Borgo 1 ad Arquata del Tronto dove alcuni alloggi sono stati interessati da problemi simili a questo. Dice Carlo Cappelli che vive in sae con la sua famiglia: “Qui dove sono allestite le sae prima c’era un campo sportivo, era una delle zone più umide del paese. Abbiamo trovato funghi in camera, in bagno e ora anche vicino al muro che divide i due ambienti, nella parte centrale della casa”. In questo ultimo caso è venuto fuori un bel grappolo di funghi dal battiscopa in corridoio. L’ipotesi è che ci siano parti interne in legno e compensato che con il tempo si sono inumidite. 

“Sono quattro anni che viviamo qui dentro, in 4 persone, io, mia moglie e due figlie adolescenti in 60 metri quadrati e resistiamo perché non abbiamo più la forza di fare altri traslochi. Ho due ragazze di 18 e di 15 anni: manca proprio lo spazio per i vestiti, le cose di scuole. Spero solo che riusciremo a tornare a casa nostra l’anno prossimo”, dice ancora Carlo Cappelli che da alcuni mesi finalmente ha potuto avviare i lavori per la ricostruzione della sua abitazione, anche se gli intoppi non sono mancati in cinque anni. “Non si può vivere a lungo negli alloggi di emergenza, nelle “casette” anche per motivi sanitari e psicologici. Pensa che ti svegli e ti trovi i funghi vicino al comodino.  L’appello è anche per ingegneri, tecnici e ditte a velocizzare i lavori quando il progetto è approvato. Tutti vogliamo solo tornare a casa nostra. Quella vera”.