ASCOLI PICENO – Primo caso di Vaiolo delle scimmie accertato nelle Marche. Dopo il falso allarme scattato a fine maggio per la sospetta infezione di una donna dell’Anconetano, questa volta il laboratorio di Virologia degli Ospedali riuniti di Ancona guidato dal dottor Stefano Menzo ha certificato che si tratta proprio di Monkeypox. A contrarlo, un uomo residente lungo la costa dell’Ascolano, che ha mostrato i sintomi tipici di questo virus. 

Le sue condizione di salute sono comunque buone, tanto da non rendere necessario il ricovero nel reparto di Malattie infettive: si trova già a casa e qui verrà monitorato il decorso dell’infezione. Il vaiolo delle scimmie si trasmette infatti il contatto diretti, il che significa vicinanza stretta: la pelle della persona infetta contro la pelle o il sangue di chi viene contagiato. Ma anche tramite contatto con le mucose, genitali o orali, e con la saliva. A differenza del Covid, dunque, non bastano piccole goccioline per trasmetterlo. Questo sta limitando la sua diffusione. Nella rilevazione fatta dall’Organizzazione mondiale della sanità e aggiornata allo scorso 8 giugno, i casi di Monkeypox accertati in Italia erano 29.

Nella fase iniziale, compaiono sintomi simili a quelli di una forte influenza. Si va dalla febbre al mal di testa, passando per dolori muscolari, lombalgia, stanchezza e malessere generale. Poi compaiono le pustole. L’incubazione dura da una a tre settimane prima che si manifestino le vescicole, ovvero lesioni cutanee che si riempiono di liquido, fino a evolversi, in giorni o settimane, verso la crosta. Chi ha già fatto il vaccino contro il vaiolo, obbligatorio fino al 1981, può contare su una protezione che dovrebbe assestarsi sull’85%.

Incrociando l’anagrafe vaccinale con una stima della popolazione regionale, emerge come nelle Marche siano circa 650 mila le persone già immunizzate.