Uno spettacolo nello spettacolo. Così la sindaca di Ussita descrive l’impalmatura della fune della nuova cabinovia Frontignano-Cornaccione, una delle operazioni più delicate e spettacolari nella realizzazione dell’impianto. I lavori sono ormai pressoché conclusi, ma prima dell’entrata in funzione sarà necessario completare tutta la fase dei collaudi.
Il nuovo impianto rappresenta uno degli interventi più importanti per il rilancio turistico di Frontignano e dei Monti Sibillini dopo il terremoto del 2016. Un investimento da quasi 17 milioni di euro, con lavori avviati nel 2025, destinato a sostituire le vecchie seggiovie Selvapiana e Cornaccione, a servizio del settore del Canalone, e la biposto Ginepro, nel settore Saliere, ormai obsolete.
Nei giorni scorsi il Comune di Ussita ha condiviso sui propri canali social le immagini dell’impalmatura, un’operazione eseguita interamente a mano che permette di unire le estremità della fune metallica, trasformandola in un anello continuo tra le stazioni di valle e di monte.
Una fase fondamentale per il funzionamento della cabinovia, ma anche per garantirne sicurezza e durata nel tempo, che segna un ulteriore passo verso il completamento del sistema di trazione.
La nuova cabinovia sarà dotata di 49 cabine da 10 posti, per rendere la montagna più accessibile e favorirne la fruizione turistica. L’impianto si svilupperà su una lunghezza inclinata di oltre due chilometri, superando un dislivello di circa 559 metri, con una pendenza media del 28%.
Il tempo di percorrenza sarà di 7 minuti e 35 secondi, con una velocità di esercizio di 6 metri al secondo. La capacità iniziale sarà di 1.200 persone all’ora, con la possibilità di arrivare fino a 1.800.
Un’infrastruttura strategica per il futuro di Frontignano, che punta a rafforzare la propria attrattività turistica e a valorizzare la montagna non soltanto durante la stagione sciistica, ma durante tutto l’anno. La conclusione dei lavori che si avvicina rappresenta un traguardo importante, anche se per l’apertura effettiva al pubblico bisognerà attendere il completamento delle verifiche tecniche e dei collaudi.


