ANCONA – Dall’Arsenale di Venezia, il 9 Settembre 1943, catapultato nel cuore della Germania, nello Stalag IXC, a Bad Sulza, nella Turingia, in quella che poi sarebbe diventata la Germania Est e da cui fece ritorno solo dopo 23 mesi, nell’agosto 1945. E’ la storia del giovane marinaio Ortensio Luigi Marconi, classe 1923, anconetano di Sappanico.
A lui è stata conferita dalla Prefettura di Ancona la Medaglia d’Onore alla memoria, assieme ad altri 29 cittadini della Provincia dorica che sopravvissero alla prigionia durante la Seconda Guerra Mondiale.
La data è stata scelta perché Il 20 settembre, giornata inizialmente prevista per la consegna delle Medaglie poi rinviata di tre giorni, la Repubblica, nata dalla Resistenza, celebra il sacrificio dei circa 650 I.M.I., Internati Militari Italiani, che dopo l’8 settembre 1943 preferirono rimanere in una dura prigionia in Germania piuttosto che il ritorno in Italia per servire nella Repubblica Sociale di Mussolini, erede di quel regime fascista che li aveva mandati allo sbaraglio in una guerra mondiale.
A ritirare l’onoreficienza per il nonno ha provveduto il nipote Claudio Marconi, come probabilmente Ortensio avrebbe gradito.







