ANCONA – “Mi serve un caffè” equivaleva alla richiesta di un quantitativo di hashish; mentre “apriamo un ristorante” o “sono arrivate le paste” indicavano che era arrivato il momento del ritiro della fornitura. Espressioni telefoniche in codice attraverso le quali comunicavano i componenti di una rete di spacciatori tra Emilia Romagna e Marche. Nell’ambito dell’operazione Bistrot questa mattina all’alba i carabinieri del Comando provinciale di Ancona hanno arrestato 15 persone con l’accusa di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e autoriciclaggio e svolto 25 perquisizioni domiciliari oltre a 8 arresti in flagranza di reato. Il lavoro ha portato al sequestro di 8 chili di droga e due misure patrimoniali. Oltre alle 4 persone portate in carcere sono nove quelle finite agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, tra cui una 31enne di Ancona, moglie di uno degli intermediari nella piramide criminale dello spaccio.

Il via alle indagini il 1 luglio del 2019 a Falconara quando un 18enne (oggi 22enne) aveva denunciato ai carabinieri il fatto che un suo coetaneo di origini tunisine lo minacciasse per un debito di droga non pagato da 18mila euro. I militari scoprirono allora che l’estorsore, un pusher falconarese di origini tunisine, riceveva fino a 7 chili di hashish ogni mese e nel giro di poche ore piazzava tutta la merce ad altre persone. Il “grossista” marocchino era un 33enne residente a Polverigi e domiciliato ad Agugliano. Nel giro erano coinvolti anche i suoi fratelli e altri due soggetti, uno residente a Cattolica ed uno ad Ancona. Tra i pusher dell’Anconetano anche quattro persone, tutti ventenni e trentenni, impegnati nell’estorsione come quando costrinsero un 25enne ad accedere ad una finanziaria per un prestito di 10 mila euro e saldare così un debito di droga.

Nel bilancio totale dell’indagine, che ha visto impegnati 100 carabinieri, è stato appurato un traffico pari a 153 chili di hashish, quasi un chilo e mezzo di cocaina e oltre 20 chili di marijuana per un presunto ricavo di quasi un milione di euro.