PESARO – Si è aperto, davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Pesaro, il processo a Luca Ricci, il 50enne accusato del duplice omicidio dei genitori Giuseppe Ricci e Luisa Marconi, avvenuto il 24 giugno 2024. L’uomo che deve rispondere del reato di omicidio aggravato da premeditazione, crudeltà, futili motivi e dal legame di stretta parentela con le vittime rischia l’ergastolo.

Secondo quanto emerso dalla indagini la casa dei genitori di Ricci era finita all’asta, ma stando ad accordi presi con il nuovo proprietario i due anziani sarebbero potuti restare nell’abitazione stipulando un contratto d’affitto che prevedeva il versamento di 12mila euro. Soldi che però il 50enne non aveva. Da ciò la decisione di uccidere i genitori, la madre Lusia è stata strangolata con il cavo del caricabatterie del telefono, il padre Giuseppe ucciso con 11 martellate in camera da letto. Nella prima udienza, oltre all’esame di vari testimoni e dell’imputato, richiesti sia dall’accusa che dalla difesa, gli avvocati Luca Gregori e Alfredo Torsani hanno chiesto che venga sentito uno psichiatra che ha valutato le condizioni di Ricci: non ai fini della capacità di intendere e di volere – hanno precisato i legali – ma per approfondire il funzionamento socio-relazionale dell’imputato e i blackout di cui sostiene di soffrire.