ANCONA – Per la prima volta ha parlato oggi in aula Giancarlo Marchetti, ex direttore dell’Arpam, unico dei 18 imputati a rendere l’esame nel processo “Oro Nero” sulla Raffineria Api di Falconara Marittima (Ancona), sulla serie di cattivi odori avvertiti a Falconara e dintorni a partire da aprile del 2018. Davanti al collegio presieduto dal giudice Roberto Evangelisti, l’ex dirigente ha respinto le accuse di favoritismi, corruzione e violazione del segreto d’ufficio legate all’incidente della cisterna Tk 61 del 2018.
    Difeso dagli avvocati Monica Clementi e Matteo Magistrelli, Marchetti ha spiegato di aver agito “per venire incontro a cittadini, Comune e a chi segnalava odori molesti”. “Nessun rapporto amicale con la Raffineria, solo professionale”, ha dichiarato. Al centro del dibattimento una telefonata con il responsabile delle relazioni esterne di Api, alla base dell’accusa di istigazione alla corruzione.
    Secondo il pm Paolo Gubinelli, Marchetti avrebbe chiesto un posto di lavoro a Roma in cambio di un intervento su Ispra per evitare una diffida del ministero dell’Ambiente. L’ex direttore ha smentito: “Parlavamo di un passato comune, entrambi avevamo lavorato nella ristorazione a Roma. Scherzavamo su come sarebbe stato aprire un locale insieme”.
    Smentita anche la contestazione sul segreto d’ufficio: il 13 gennaio 2020, ha detto, non è mai entrato in raffineria ma era in piazza Mazzini con un avvocato dei comitati ambientalisti. Depositati i messaggi a sostegno. Su Odornet, il sistema sperimentale di monitoraggio degli odori, Marchetti ha precisato che “non sostituiva le centraline ed era un progetto di tre anni, innovativo per definizione”. Il processo riprenderà il 17 giugno. Le udienze proseguiranno fino a dicembre, con sentenza attesa a inizio 2027.