ANCONA – Il 2025 si chiude con un segnale d’allarme per l’economia marchigiana: l’export regionale crolla del -7,6%, in netta controtendenza rispetto al dato nazionale (+3,3%). Secondo l’analisi di Confindustria Marche, pesano le flessioni del settore farmaceutico e della cantieristica, senza i quali il calo si attesterebbe al -3,3%. La crisi è anche strutturale: il numero di esportatori è più che dimezzato in vent’anni, scendendo a circa 5.600 unità.
Mentre arretrano meccanica (-10,2%) e sistema moda (-8,6%), tengono i prodotti elettronici (+10,2%) e l’alimentare (+4,4%). Il calo delle vendite, che supera i 750 milioni di euro, riflette la debolezza verso i mercati di Europa, USA e Cina.
Il presidente Roberto Cardinali sottolinea l’urgenza di un “salto dimensionale”: per tornare competitivi e trainare le filiere, è prioritario favorire aggregazioni e investimenti che rafforzino la struttura organizzativa delle imprese locali.





