ANCONA – Si chiamava Davide Paglialunga, 21 anni di Ancona, il ragazzo morto nell’incidente di questa mattina in zona Baraccola ad Ancona. Si trovava al volante dell’auto e in macchina con lui c’erano altre tre persone ferite dopo lo schianto, una di loro in modo grave.
Paglialunga, nato nel 2005, quest’anno ha giocato a calcio come centrocampista nel campionato di Eccellenza con la Jesina. Nelle giovanili aveva militato con l’Ascoli, il Fano e l’Ancona.
“Senza parole. Ciao Davide, sarai sempre con noi”. È il messaggio di cordoglio della Ssc Ancona sui propri profili social per la morte di Davide Paglialunga, il calciatore di Ancona di 21 anni, che militava in Eccellenza con la Jesina, morto questa mattina all’alba in un incidente stradale ad Ancona.
“La Ssc Ancona si stringe nel dolore per la tragica e prematura scomparsa di Davide Paglialunga, un ragazzo che, sia nel settore giovanile che nella scorsa stagione, aveva fatto parte della nostra squadra. – si legge nel post – La notizia del drammatico incidente stradale avvenuto questa mattina ci lascia tutti profondamente scossi, svuotati e senza fiato. Di fronte a una simile tragedia, ogni parola diventa superflua e resta solo un immenso senso di ingiustizia e di vuoto. Il Club dorico si unisce al dolore straziante di tutti quelli che lo conoscevano. Ai suoi cari e a tutti coloro che lo hanno amato vanno le nostre più sentite e commosse condoglianze”.
“Ci sono domeniche che iniziano con lo strazio dentro. In queste ore si sta consumando il dramma più profondo dentro le case di alcune famiglie dell’Anconetano”. Lo scrive sui social il sindaco di Ancona e vicepresidente vicario dell’Anci, Daniele Silvetti, in ricordo di Davide Paglialunga, il calciatore anconetano di 21 anni morto questa mattina ad Ancona in un incidente stradale.
“Un giovane, bello, spensierato e con una vita davanti ha perso la vita tra quelle lamiere e altri quattro ragazzi stanno combattendo contro la morte. – ha aggiunto il sindaco – Il pianto di quei genitori, di quella madre che stringo dentro di me porta ogni volta la nostra mente ai nostri figli. Al loro ritorno a casa, nelle loro camerette, tra le lenzuola dei loro letti. Ma non basta, poi ci sono le amicizie, quelle spezzate proprio da fatti come questo di oggi e senti tua figlia piangere e ti accorgi che il dramma è più vicino, ti ha quasi sfiorato, per poche ore, perché gli sguardi tra loro si erano incrociati al mare, di pomeriggio. Mi dispiace tremendamente, per loro e per quei genitori che non conosco ma che mi sembra di sentire, di percepire, almeno dentro di me”.



