Acqua al posto del vaccino: chiuse le indagini, medico rischia il processo. Sessanta i pazienti beffati

La Procura di Ancona ha chiuso l’indagine sul medico di famiglia di Falconara Marittima, Sergio Costantini. Il professionista, che avrebbe beffato una sessantina di pazienti, rischia ora di finire a processo per le accuse di peculato, falso ideologico e interruzione di pubblico servizio.

L’avviso di chiusura indagine è stato firmata e notificata nei giorni scorsi al medico e al suo legale. Le contestazioni – respinte dall’interessato – riguardano l’aver indirizzato almeno una fialetta Pfizer a persone che non ne avevano diritto (peculato), il rilascio di quattro certificazioni di vaccino a pazienti a cui avrebbe somministrato una soluzione fisiologica (falso ideologico), aver turbato l’andamento della campagna vaccinale (interruzione di pubblico servizio).


    I fatti erano emersi 22 aprile scorso quando la Squadra Mobile della Questura di Ancona perquisì l’ambulatorio del medico. La polizia si era attivata a seguito delle denunce di due pazienti che si erano insospettiti perché, dopo la prima dose, il medico non aveva fissato la data della seconda. Da poco era partita la prima fase della campagna vaccinale anti-Covid.


    La Procura contesta a Costantini almeno 56 casi di pazienti beffati: il medico avrebbe inoculato loro acqua facendo credere di aver somministrato il vaccino e ad alcuni non aveva rilasciato la certificazione. Titolare delle indagini, coordinate dalla procuratrice Monica Garulli, è il pm Valentina Bavai. Nell’avviso di conclusione indagini non figura più l’accusa di lesioni, inizialmente ipotizzata. Costantini è ancora sospeso dal servizio dal proprio ordine professionale.