MACERATA – La mancanza di lesioni nella parte posteriore del cranio rende poco compatibile con i riscontri medico-legali il racconto di Maria Antonietta Giacomozzi sullo sbattimento ripetuto della testa del marito a terra. È uno dei passaggi centrali emersi nell’udienza di oggi davanti alla Corte d’Assise di Macerata, nel processo a carico di Claudio Funari, 42 anni, imputato dell’omicidio di Renzo Paradisi e del tentato omicidio della moglie, avvenuti a Comunanza il 23 dicembre 2024.

I periti nominati dalla Corte, i medici legali Christian D’Ovidio ed Eugenia Iacovitti, hanno ritenuto più verosimile che vi sia stata un’unica sequenza di aggressioni all’interno della cucina-soggiorno, escludendo la ricostruzione di due fasi distinte. Hanno individuato due traumi: una ferita nella regione frontale laterale sinistra ed ematomi parietali bilaterali, rispettivamente di un centimetro a destra e di pochi millimetri a sinistra. Non sono state invece riscontrate lesioni o escoriazioni nella regione occipitale.

I consulenti hanno precisato di non poter raggiungere una certezza assoluta, ma di ritenere, sulla base del quadro clinico e soprattutto della Tac, poco probabile lo sbattimento violento e ripetuto del capo contro il pavimento. Di diverso avviso i consulenti della Procura di Ascoli, Pietro Alessandrini e Mauro Dobran. L’avvocato difensore Olindo Dionisi ha accolto con soddisfazione le conclusioni della perizia, mentre il legale di parte civile Mauro Gionni ha evidenziato che resterebbe aperta la possibilità di due aggressioni. Il pm Umberto Monti ha contestato diversi passaggi della relazione. La discussione finale del processo inizierà il prossimo 2 dicembre