ANCONA – “Solo qualche giorno fa ero dovuto intervenire per smentire una voce che mi accostava al Ministero del turismo. Ad appena qualche settimana devo intervenire per chiarire un altro aspetto che mi riguarda e cioè che io non sia un personaggio conosciuto alla ribalta nazionale”, così inizia un lungo post del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli l’indomani l’uscita dell’ex sottosegretario Siri della Lega.

Nell’appuntamento organizzato dal Carroccio con i vertici regionali Siri ieri aveva infatti dichiarato: “Abbiamo un presidente di Regione bravissimo ma che nessuno conosce. A livello nazionale non lo conosce nessuno”. E ancora: “Se tu sei un presidente di Regione e sai che tra un anno c’è la campagna elettorale, comincia a occupare tutti gli spazi possibili e immaginabili per andare a raccontare le cose. Perchè quando tu sei sul nazionale, l’induzione che tu porti al cittadino del territorio è una trasfigurazione del prestigio di quel territorio. Si chiama comunicazione questa, bisogna studiare. Bisogna occuparsene e sapere con chi si sta parlando. Chi sono i tuoi consulenti? Ricci va in televisione. Poi è una persona che sarà in piazza il 15 a favore della guerra, ma lo sappiamo noi. Queste cose fanno parte di un ragionamento da fare insieme se vogliamo vincere in questa regione”.


Una bordata da fuoco amico, in sintesi e Acquaroli risponde: “A scanso di equivoci, voglio subito chiarire che il pensiero di Siri ha una sua fondatezza, anche se lo trovo inopportuno perché presta il fianco a strumentalizzazioni. Siri non mi paragona ad altri Presidenti di Regione, ma al mio avversario che rispetto a me ha un profilo e un percorso totalmente diversi. I nostri percorsi sono fatti di scelte e di priorità e a me non interessano le ripetute “comparsate”, che tolgono tempo e spazio al lavoro concreto a favore dei marchigiani, solo per approfondire temi di attualità politica nazionale ed europea partecipando ai dibattiti televisivi. Non è mia ambizione ricoprire altri ruoli e quindi di conseguenza resto concentrato su quello che c’è da fare per le Marche. Non ho necessità di raggiungere alcuna ribalta nazionale per accreditarmi con il Governo Italiano e le istituzioni europee in quanto è noto a tutti che il grado di conoscenza con tantissime figure di primissimo piano è già elevato che la partecipazione a queste trasmissioni non ne trarrebbe alcun beneficio. Non ho neanche esigenze particolari all’interno del partito, considerato che siedo nell’Esecutivo nazionale e che il mio percorso politico è stato sempre lineare da quasi 25 anni, praticamente da sempre, riconoscendomi nella linea del Presidente Meloni, nei confronti della quale ho una stima assoluta e incondizionata. Non ho alcun motivo per cercare spazi di notorietà effimera, ma preferisco restare concentrato sul mio lavoro che oggi sono le Marche. Certamente non biasimo chi ha ambizioni ed esigenze diverse e quindi utilizza quella ribalta televisiva per i suoi scopi. Non mi sono mai sottratto a portare la voce delle Marche dove è stato necessario e quando era giusto e opportuno, ma mai per cavalcare il ruolo per una mia visibilità politica o personale. Ho sempre pensato che nell’impegno pubblico, così come nella vita, dovessero contare le cose fatte in concreto e su questo credo che ci sia veramente poco da dire, soprattutto se paragonato ai cinque anni precedenti che, solo per fare un esempio, si sono distinti per la retrocessione delle Marche sul piano europeo. Buona Domenica a tutti”.