Brucia quanto quella notte dell'otto dicembre del 2018 il dolore dei familiari delle sei vittime della Lanterna Azzurra di Corinaldo per la sentenza del processo bis per la strage della discoteca. Nel procedimento che mirava ad accertare le eventuali irregolarità sulla sicurezza del locale e i permessi rilasciati per la sua apertura sono stati assolti per i reati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e apertura abusiva tutti i 9 imputati coinvolti e rigettate le richieste di risarcimento danni per i familiari delle vittime. Unica condanna emessa dal giudice del processo il reato di falso riguardante il verbale stilato nel 2017 dalla commissione di vigilanza che si occupava di rilasciare i permessi per la sala da ballo presieduta dall'ex sindaco di Corinaldo Matteo Principi. Le pene sospese per tutti sono di 1 anno per tutti i membri della commissione di vigilanza eccetto il vigile del fuoco Rodolfo Milani per cui la pena sale a 1 anno e due mesi. E di 4 mesi per Francesco Tarsi ingegnere ingaggiato dalla Magic srl, la società di gestione del locale.

Assolti completamente invece Quinto Cecchini, tra i gestori della discoteca e Maurizio Magnani consulente tecnico dei proprietari dell'immobile.

Per tutti l'accusa aveva chiesto condanne che andavano dai 6 anni ai 2 anni e sei mesi. Per la procuranon c'erano le condizioni per far restare la Lanterna Azzurra aperta, adibita a poco più di magazzino agricolo.