ANCONA – E’ caos in casa PD. Una resa dei conti interna al partito potrebbe far rotolare la testa del capogruppo regionale Maurizio Mangialardi, ritenuto responsabile della diffusione del dossier, consegnato alla leader nazionale Elly Schlein, con cui veniva criticato l’operato della segretaria regionale Chantal Bomprezzi. Il riferimento è al blitz del 22 febbraio, blitz al quale peraltro partecipò, sembra, anche Anna Casini.
Mangialardi avrebbe però anche altre colpe, la capogruppo Bomprezzi avrebbe parlato anche di una incomunicabilità con il capogruppo e di un rapporto ormai troppo complicato per poter andare avanti. Dimissioni vicine dunque per Mangialardi. Il regolamento dem però non prevede che il capogruppo rimetta il suo mandato all’assemblea o alla direzione, ma dovrebbe invece essere sfiduciato dallo stesso gruppo regionale. Al momento, su 8 consiglieri, 5 sarebbero dalla sua parte ma, data la situazione, difficilmente Mangialardi potrà salvarsi



