
Il Gruppo marchigiano presenta i nuovi traguardi ESG del 2026: certificazione per la Parità di Genere per tutte le 11 società della Piattaforma Fileni, nuova certificazione B Corp, riduzione delle emissioni e attenzione alla biodiversità. Una strategia che mette al centro una comunità di oltre 2.500 collaboratori provenienti da più di 50 Paesi.
La sostenibilità si costruisce anche attraverso la capacità di accogliere, valorizzare le diversità e offrire a ciascuno le stesse opportunità di crescita. È questa la filosofia che guida il percorso di sviluppo di Fileni, protagonista dell’incontro «Coltiviamo l’accoglienza», organizzato il 4 novembre presso la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche, ad Ancona. Un’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti nel 2025 e presentare i nuovi obiettivi del 2026, confermando una strategia d’impresa che affianca alla crescita economica la responsabilità sociale e ambientale.
I numeri raccontano la solidità di un gruppo che ha chiuso il 2025 con un fatturato di 680 milioni di euro, in aumento dell’11% rispetto all’anno precedente, e che oggi riunisce oltre 2.500 persone provenienti da più di 50 Paesi. Una comunità multiculturale nella quale si intrecciano storie di integrazione e appartenenza, con famiglie che in alcuni casi sono arrivate ormai alla terza generazione in Italia. Un’esperienza che ha trasformato l’accoglienza in un elemento distintivo dell’identità aziendale e in un valore strategico per il futuro.
Parità di genere e certificazione B Corp: i risultati del 2026
Tra i principali traguardi illustrati durante l’incontro spiccano due importanti riconoscimenti sul fronte ESG. Il primo è la Certificazione per la Parità di Genere, ottenuta da tutte le 11 società della Piattaforma Fileni. Un risultato che testimonia un impegno strutturato per la promozione delle pari opportunità e che si traduce in strumenti operativi: l’istituzione di un Comitato Guida e di un Team per la Parità di Genere, una piattaforma digitale per le segnalazioni anonime e nuovi indicatori per monitorare i processi di selezione, le progressioni di carriera e le politiche retributive.
A rafforzare ulteriormente il percorso di sostenibilità del Gruppo è arrivata la nuova Certificazione B Corp, in conformità agli standard B Lab V2.2, che introducono criteri rigorosi in materia di azione climatica, lavoro equo, diritti umani e trasparenza nei confronti degli stakeholder.
Due riconoscimenti che non rappresentano soltanto un punto di arrivo, ma anche la conferma di un modello organizzativo orientato al miglioramento continuo, nel quale la sostenibilità diventa parte integrante delle strategie aziendali e dei processi decisionali.
Meno emissioni, attenzione all’acqua e tutela della biodiversità
Accanto alla dimensione sociale, Fileni prosegue il proprio impegno per ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive. Tra i risultati presentati figurano la riduzione delle emissioni di gas serra Scope 1 e Scope 2 e il calo del 6% dei prelievi idrici complessivi.
Importante anche l’attenzione alla biodiversità, con il raddoppio delle arnie presenti negli allevamenti nell’ambito del progetto «Buon Miele non mente». Un’iniziativa che valorizza il ruolo delle api come indicatori della qualità degli ecosistemi e che si inserisce in una visione più ampia di tutela dell’ambiente.
Dall’agricoltura biologica al benessere animale, fino alla gestione delle risorse naturali, l’obiettivo è promuovere una filiera responsabile, capace di coniugare qualità produttiva, rispetto del territorio e attenzione alle generazioni future.
Il capitale umano come leva di sviluppo
Il valore delle persone è stato al centro anche del confronto istituzionale e accademico che ha accompagnato la presentazione dei risultati. L’evento, moderato da Monica D’Ascenzo de Il Sole 24 Ore, ha visto la partecipazione del Preside della Facoltà di Economia Antonio Di Stasi, del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del professor Gianluca Gregori, della famiglia Fileni e del management del Gruppo, rappresentato da Fabio De Angelis, CFO e CSO, e Simone Santini, Direttore Generale.
Particolare attenzione è stata riservata al tema dell’inclusione durante la tavola rotonda «Parità di Genere: Inclusione, Giovani e Diversità». Al centro del dibattito, il ruolo delle imprese nella creazione di ambienti professionali capaci di valorizzare le competenze femminili, favorire la crescita professionale e garantire un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro.
Le testimonianze di alcune collaboratrici del Gruppo hanno restituito una prospettiva concreta delle opportunità e delle sfide quotidiane, sottolineando l’importanza della formazione continua e della possibilità di assumere nuovi ruoli e responsabilità. Al confronto sono intervenute Stefania Monini, Direttrice HR&O del Gruppo Fileni, e Maria Serena Chiucchi, docente della Facoltà di Economia di Ancona, entrambe impegnate nella promozione di una cultura organizzativa inclusiva e nella valorizzazione delle persone.
La famiglia Fileni: «Il nostro futuro si costruisce grazie a un patto di inclusione»
A riassumere la visione del Gruppo è la famiglia Fileni, che individua nella responsabilità verso le persone e il territorio il presupposto di una crescita realmente sostenibile.
«La crescita della nostra filiera non si misura soltanto in numeri o traguardi produttivi, ma nella capacità di generare valore per le persone e per la terra che ci ospita. Dall’impegno nel biologico agli standard di benessere animale fino al rigore delle certificazioni B Corp, ogni scelta quotidiana nasce da una visione corale. Ogni anello è fondamentale dal campo alla tavola, il nostro futuro si costruisce solo grazie ad un patto di inclusione, parità di genere e ascolto dei giovani, mettendo al centro l’energia, la dignità e la visione di ogni singola persona»
Un messaggio che restituisce il senso di un percorso nel quale la crescita economica, la sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale procedono insieme. Per Fileni, infatti, il futuro della filiera non dipende soltanto dalla capacità di innovare e competere sul mercato, ma anche da quella di costruire relazioni, generare fiducia e offrire opportunità.
È da questa consapevolezza che prende forma il modello di sviluppo del Gruppo: una crescita che parte dal territorio marchigiano, si apre al mondo e riconosce nell’accoglienza, nell’equità e nella valorizzazione delle persone i propri principali fattori di competitività.





