ANCONA – Qualche segnale di miglioramento, ma la situazione della sanità marchigiana resta complessa, soprattutto sul fronte dell’accesso alle prestazioni e delle liste d’attesa. Nei primi nove mesi del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, nelle Marche si registra un aumento dell’1,5% delle prime visite e del 2,5% degli esami diagnostici. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe, elaborata sulla base dei dati del Bollettino Agenas.

Numeri che indicano una crescita delle prestazioni erogate, ma che non bastano a superare le criticità del sistema sanitario regionale. Nelle Marche, infatti, la quota di prime visite assegnate alla classe di priorità P, che prevede l’erogazione entro 120 giorni, è pari al 26,8%, inferiore alla media nazionale del 34,9%.

A preoccupare è soprattutto il dato relativo alla rinuncia alle cure. Nel 2025 il 12% della popolazione marchigiana ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, contro una media italiana del 9,6%. Un dato che colloca le Marche al terzo posto nella graduatoria nazionale, dopo Sardegna e Lazio.

Il quadro che emerge è dunque quello di una sanità che aumenta il volume delle prestazioni, ma nella quale permangono importanti difficoltà di accesso. L’incremento di visite ed esami rappresenta un segnale positivo, ma non significa necessariamente una riduzione dei tempi di attesa. E soprattutto resta elevata la percentuale di cittadini che, per diverse ragioni, non riescono ad accedere alle prestazioni sanitarie di cui hanno bisogno.