Sono circa 400 i cantieri della ricostruzione post sisma riconducibili all’impresa coinvolta nell’inchiesta della Procura di Ancona. Il commissario straordinario Guido Castelli annuncia iniziative urgenti per tutelare le famiglie terremotate e garantire, per quanto possibile, la continuità dei lavori. “A loro va il primo pensiero, il primo impegno”, afferma Castelli, spiegando di aver già richiesto un incontro all’Unità di missione antimafia del ministero dell’Interno, che gestisce l’anagrafe degli esecutori.

L’obiettivo, sottolinea, è evitare che una situazione “assurda, drammatica e sconcertante” possa provocare ulteriori conseguenze per i cittadini che avevano affidato all’impresa la ricostruzione delle proprie abitazioni. “Abbiamo chiesto un incontro urgente proprio per verificare come dare quanto più possibile continuità” ai cantieri interessati, spiega il commissario. Il problema riguarda anche la gestione dei contributi pubblici: “C’è un’azienda alla quale non possiamo e non vogliamo e non dobbiamo pagare un euro attraverso l’attuale conformazione”.

Per Castelli sarà quindi necessario individuare, insieme agli organismi antimafia e alla magistratura, una soluzione che permetta di proseguire gli interventi senza violare la legge. Il commissario riferisce di ricevere da ieri numerosi messaggi dai terremotati. Tra le situazioni che lo preoccupano cita anche gli aggregati edilizi di piazza San Nicola a Tolentino, davanti alla basilica, dove diversi cantieri sarebbero riconducibili alla stessa impresa. “Con l’Ufficio speciale per la ricostruzione – conclude – è da ieri che ci confrontiamo per capire come tutelare i terremotati”.

L’intervento integrale nella conferenza odierna a Corridonia.