Il Festival Storie ha portato a Montefalcone Appennino un incontro prezioso, in cui il valore di un gesto eroico si intreccia con gli affetti, i ricordi e il dolore di chi è rimasto.
Al Teatro del Falco Alessandro D’Acquisto ha raccontato suo fratello Salvo, il vice brigadiere dei Carabinieri Medaglia d’Oro al Valor Militare, entrato nella storia per il sacrificio compiuto il 23 settembre 1943 a Palidoro, quando offrì la propria vita per salvare 22 civili innocenti dalla fucilazione nazista.
Alessandro aveva appena sei anni quando Salvo venne ucciso. Una differenza d’età che ha reso ancora più intensa la sua testimonianza, quella di un fratello che ha custodito nel tempo il ricordo di un giovane morto a soli 22 anni, trasformato in simbolo nazionale di coraggio, responsabilità e altruismo.
Attraverso la sua voce, in dialogo con il nostro Maurizio Socci, la figura dell’eroe si ricompone anche nella dimensione privata: il fratello, il figlio, il giovane uomo, gli affetti familiari e la memoria di una vita spezzata troppo presto.
Una bella occasione, dunque, per avvicinarsi a Salvo D’Acquisto attraverso uno sguardo intimo, capace di andare oltre la pagina dei libri di storia e la solennità delle celebrazioni. Perché dietro ogni nome che diventa simbolo c’è una persona, con la propria storia, la propria famiglia e una scelta che continua a interrogare le coscienze anche a distanza di decenni.
La sua vicenda ha attraversato le generazioni, diventando un riferimento civile e morale ben oltre i confini dell’Arma dei Carabinieri. Un percorso che ha ricevuto anche un importante riconoscimento religioso: il 24 febbraio 2025, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo all’offerta della vita di Salvo D’Acquisto, riconoscendolo Venerabile e aprendo una nuova fase nel cammino verso la beatificazione.

