Al Ridotto del Teatro delle Muse la prima Giornata dell’orgoglio dell’avvocatura anconetana. Ospite Umberto Ambrosoli, che ha ricordato la figura del padre, assassinato nel 1979, e raccontato la sua storia attraverso il libro Qualunque cosa succeda.
Un uomo che non si piegò alle pressioni e alle minacce, pagando con la vita la propria integrità e la fedeltà ai principi della legalità. È la storia di Giorgio Ambrosoli, avvocato e commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, al centro della prima Giornata dell’orgoglio dell’avvocatura anconetana, celebrata venerdì 23 ottobre al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona.
L’iniziativa, dal titolo «L’esempio e la storia dell’avvocato Giorgio Ambrosoli. Un uomo che non si piegò», è stata organizzata dalla Camera Civile di Ancona, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Ancona, del Comune di Ancona e di Ancona Capitale della Cultura 2028, e con il contributo della Fondazione Carifac.
Protagonista dell’incontro è stato l’avvocato Umberto Ambrosoli, figlio di Giorgio, che ha ripercorso la vicenda umana e professionale del padre, raccontata anche nel libro Qualunque cosa succeda, pubblicato da Sironi Editore. Un’opera che ricostruisce quella storia attraverso la memoria familiare e le testimonianze, restituendo anche la dimensione privata di un uomo diventato simbolo di coraggio civile.
Nominato commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, Giorgio Ambrosoli si trovò ad affrontare un incarico particolarmente delicato, in un contesto segnato da gravi irregolarità finanziarie, interessi criminali e tentativi di ostacolare l’accertamento delle responsabilità. Nonostante le pressioni e le minacce, scelse di portare avanti il proprio lavoro con indipendenza e rigore. Una scelta che gli costò la vita: venne assassinato nel 1979.
La sua storia è diventata un riferimento per chi considera l’indipendenza professionale e il rispetto delle istituzioni valori fondamentali per la tutela dei diritti e dell’interesse pubblico.
Proprio questi principi sono stati al centro della giornata istituita dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ancona, presieduto da Gianni Marasca, per valorizzare il ruolo dell’avvocatura nella società e richiamare l’importanza della responsabilità professionale.
L’incontro ha rappresentato anche un’occasione per riflettere sul rapporto tra professione forense, istituzioni e cittadini, ricordando come la libertà e l’autonomia degli avvocati siano condizioni essenziali per garantire la difesa dei diritti e della legalità. Un tema che riguarda anche la storia dell’avvocatura anconetana, segnata da vicende di professionisti che hanno affrontato pressioni e intimidazioni nell’esercizio delle proprie funzioni.

