SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Apprensione a San Benedetto del Tronto per l’incidente verificatosi lunedì 14 settembre alla scuola d’infanzia Merlini, dove un bambino di pochi mesi è caduto dal fasciatoio durante il cambio del pannolino. Il piccolo si trova attualmente ricoverato presso l’ospedale pediatrico Salesi di Ancona per accertamenti.

Le sue condizioni appaiono in costante miglioramento: le indagini cliniche hanno evidenziato una microfrattura con un piccolo versamento, ma il bambino è sempre rimasto vigile, cosciente e si trova in osservazione nel reparto di pediatria. Le due operatrici sono state immediatamente sospese ed è già stata avviata la procedura di licenziamento.

“Ci siamo accertati subito delle condizioni del bambino presso l’ospedale del Madonna del Soccorso e poi con i medici del Salesi, con cui siamo in contatto quotidiano. – spiega il presidente del cda della Merlini, Marco Curzi – I medici ci hanno rassicurato: il piccolo è sempre stato vigile e reattivo. Quello che ci premeva di più era la sua salute, ed è un sollievo sapere che sta meglio”. In merito alla dinamica, Curzi spiega che “mentre un’operatrice lo stava cambiando c’è stata una distrazione e il bimbo è caduto dal fasciatoio. Poco dopo è sopraggiunta un’altra assistente”. “La cosa inaccettabile – prosegue – è che, vedendo che il piccolo non piangeva e sembrava tranquillo, hanno pensato bene di non avvisare la scuola né la dirigenza, tacendo per circa un’ora”.

Sulle conseguenze per le due lavoratrici Curzi spiega: “abbiamo convocato un cda d’urgenza e attivato il procedimento disciplinare con la sospensione immediata delle due operatrici che si sono giustificate dicendo che il piccolo non aveva segni e bernoccoli. Trascorsi i cinque giorni previsti dalla legge per le memorie difensive, si procederà al licenziamento per giusta causa, credo già entro la giornata di oggi”. I genitori hanno messo in mora e diffidato l’asilo sambenedettese che ha attivato la copertura assicurativa e informato gli altri genitori. “Umanamente e come padre sono devastato – conclude Curzi – Ho cercato di contattare i genitori per esprimere tutta la nostra vicinanza, ma non mi hanno risposto. Comprendiamo perfettamente la loro rabbia e siamo loro vicini in questo momento”