56 mila file, per un totale di 36 giga di dati trafugati, pubblicati sul dark web.
Un attacco informatico su larga scala contro L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale di Ancona, sferrato lo scorso dicembre ma reso noto solo in queste ore dal gruppo hacker che lo ha messo a segno, il collettivo Anubis.
Tra i file rubati, spiega il collettivo, è possibile trovare tutto il materiale riguardante la vita amministrativa dell’ente degli ultimi anni, progetti previsioni di bilancio, persino la note spese del presidente. C'è anche, ad esempio, la relazione sul progetto del banchinamento grandi navi al molo Clementino di ottobre 2025. A rassicurare gli animi in queste ore lo stesso presidente dell'Authority Vincenzo Garofalo:
“si tratta perlopiù – spiega – di informazioni pubbliche o che sarebbero state rese pubbliche a breve”.
Preoccupazione però per i dati sensibili dei dipendenti, sul dark web sarebbero finiti documenti di identità e persino certificati di malattia. Garofalo rassicura ancora, “è una piccola parte dei nostri dati, il 98% del database è rimasto inviolato”. L'autorità portuale, conclude, sta lavorando sulla sicurezza.
Sono state adottate – fa sapere l'Autorità Portuale in una nota – tutte le misure previste in materia di cybersicurezza per contrastare gli attacchi informatici che, come noto, sono purtroppo sempre più frequenti e diffusi. Dell’accaduto sono state informate tempestivamente anche le rappresentanze sindacali e il personale Adsp.
L’attacco è intervenuto durante la migrazione dei dati dell’Autorità di sistema portuale al Psn-Polo strategico nazionale, l’infrastruttura per garantire la sicurezza e l'autonomia tecnologica sugli asset strategici per il Paese. Dal report sull’attacco informatico emerge che le misure di sicurezza tecniche e organizzative adottate sono valse a limitare gli effetti negativi del fatto e che, continuando nell’attivazione di tutti i dispositivi, software e attività già programmate, questi eventi possono essere ulteriormente ridotti e resi meno impattanti”.


