Iniziativa dedicata “a quanti si dedicano al bene comune” al Commissariato Polizia di Jesi ieri, nel giorno in cui le Marche hanno ricordato il medico-eroe della Sars Carlo Urbani.

La poetessa Maria Teresa Chechile ha voluto donare agli uomini e alle donne dalla Polizia di Stato la sua composizione “Mi ero persa”, per ringraziarli del lavoro svolto per la comunità durante la pandemia.

Nel corso dell’iniziativa è stata ricordata l’intuizione del medico marchigiano, che per primo lanciò l’allarme sulla Sars per prevenire la diffusione della pandemia, attraverso la testimonianza di chi lo ha conosciuto: il dott. Francesco Bravi, presidente del Comitato di Jesi della Croce Rossa Italiana e l’infermiera Marcella Coppa, coordinatrice infermieristica delle residenze protette e degli hub vaccinali della Vallesina.

“La pandemia ha prodotto immani sofferenze e le più recondite paure si sono accavallate tra loro, facendoci vedere e percepire, nonché toccare con mano tutta la sua drammaticità – ha detto la poetessa prima di declamare la sua poesia -. Questa giornata è la chiara espressione dell’aver saputo tessere, in piena emergenza sanitaria, una reciproca collaborazione tra territorio e tutela della salute. Il 29 marzo è la giornata istituita dalla Regione Marche in memoria di Carlo Urbani, il medico marchigiano senza frontiere, e che per primo scoprì la Sars, a costo della sua stessa vita. La giornata di oggi, dunque, non a caso e non per caso si arricchisce anche di poesia, di quella poesia che è estensione dell’anima, in un tripudio di sentimenti, di aspetti umani e sociali che hanno toccano e toccano, ancora tutt’oggi, le corde della sensibilità di ognuno di noi”. La poesia “Mi ero persa” è stata composta all’inizio della pandemia, a marzo 2020, è un canto di speranza, di resilienza e di riscatto.