L’AQUILA – “Progetto rinascita Centro Italia. Nuovi sentieri di sviluppo per l’Appennino centrale interessato dal sisma del 2016” è il titolo del volume che verrà presentato il prossimo lunedì 30 maggio presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Umane, in via Nizza 14, dell’Università degli Studi Dell’Aquila a partire dalle ore 11, nell’ambito delle attività di Territori Aperti, il progetto nato grazie al Fondo “Territori, Lavoro e Conoscenza” di CgilCisl Uil, e creato da Università e Comune dell’Aquila. Si tratta di un centro interdisciplinare di documentazione, formazione e ricerca su tutti gli aspetti della prevenzione e della gestione dei disastri naturali. E dei processi di ricostruzione e di sviluppo delle aree colpite, in primis i crateri 2009 e 2016 del Centro Italia, ma con un approccio internazionale sulla gestione delle emergenze e le fasi successive.

La pubblicazione che sarà al centro dell’incontro, cui parteciperà tra gli altri anche Elisa Grande, Capo del Dipartimento Casa Italia, è curata dai docenti e ricercatori Massimo Sargolini, Ilenia Pierantoni, Valentina Polci e Flavio Stimilli, edito da Carsa Edizioni, e contiene il primo prodotto di un protocollo d’intesa siglato tra REDI (REducing risks of natural DIsasters), consorzio di ricerca costituito da INGV, INFN, GSSI e UNICAM, e il Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il cui obiettivo è, tra l’altro, sviluppare studi e ricerche nel caso studio specifico del Centro Italia anche al fine di offrire consulenza e supporto ai decisori politici per una ricostruzione rapida e sostenibile dopo eventi calamitosi, le cui conseguenze negative sono state incrementate a seguito della pandemia da COVID 19.

Per svolgere questa prima parte della ricerca, REDI ha siglato un accordo quadro per “attività di ricerca e alta formazione sui temi della ricostruzione e rinascita socio economica post disastro naturale di territori fragili, con particolare attenzione al caso studio del Centro Italia” con l’Istituto Nazionale di Urbanistica e le Università di CamerinoL’AquilaPerugia Roma Tre. Si è quindi creato un partenariato più ampio, composto da ricercatori provenienti da: Politecnico di TorinoPolitecnico di MilanoScuola Superiore Sant’Anna di PisaUniversità di MacerataUniversità di UrbinoUniversità di Chieti- PescaraUniversità La Sapienza RomaUniversità di Enna “Kore”Università del MoliseUniversità della CalabriaUniversità di Napoli Federico IIUniversità di Ferrara, oltre a CNRGeomore s.r.l.Centro ricerche ecologiche e naturalisticheFondazione SymbolaISTAOBanca d’ItaliaIstituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – Ministero della CulturaStruttura Commissario Straordinario alla Ricostruzione – Presidenza Consiglio dei Ministri.

“Progetto rinascita Centro Italia. Nuovi sentieri di sviluppo per l’Appennino centrale interessato dal sisma del 2016” nasce da una precedente ricerca, promossa dal Consiglio Regionale delle Marche, intitolata “Nuovi sentieri di sviluppo per l’Appennino marchigiano dopo il sisma del 2016”, redatta da Università Politecnica delle Marche, Università di Macerata, Università di Urbino, Università di Modena Reggio Emilia (che ha svolto il ruolo di consulente esterno) e Università di Camerino (che ha svolto il ruolo di coordinamento scientifico), completata nel marzo del 2018. Nel nuovo volume sono confluite, tra le altre, le ricerche condotte dal laboratorio GILDLAB dell’Università dell’Aquila nell’ambito del progetto Territori Aperti, volto a realizzare attività di formazione e ricerca, basate su un sistema informativo integrato su tutti gli aspetti della prevenzione e della gestione dei disastri naturali, nonché dei processi di ricostruzione e sviluppo delle aree colpite.

Il volume che verrà presentato contiene una sintesi dell’intero lavoro prodotto, articolata in tre parti: la prima descrive i caratteri strutturali e identitari dei territori, senza tralasciare spopolamento e trend demografici; la seconda mette in luce i segnali di ripartenza; nella terza vengono identificate alcune prime linee strategiche per la rinascita dell’area del Centro Italia interessata dal sisma del 2016.