“L’approvazione della candidatura UNESCO del sistema dei teatri storici condominiali all’italiana rappresenta una notizia di straordinaria importanza per le Marche e per l’intero Paese”. A confermarlo è Paola Giorgi, attrice, produttrice teatrale e manager culturale italiana, Direttore Artistico di Bottega Teatro Marche. “È un riconoscimento di prestigio mondiale, che inserisce i nostri teatri tra i beni culturali più significativi dell’umanità e premia una storia unica di partecipazione, identità e civiltà”.
“È il risultato di un lungo percorso istituzionale e progettuale e credo sia doveroso riconoscere il lavoro di quanti lo hanno reso possibile. Un ringraziamento particolare va all’On. Giorgia Latini, che da Assessore regionale alla Cultura ha avviato e sostenuto questo progetto con convinzione e al Presidente della Regione Francesco Acquaroli, che ne ha accompagnato il percorso fino al prestigioso traguardo raggiunto”.
“Oggi, però, accanto alla soddisfazione, dobbiamo avere la consapevolezza che questo riconoscimento rappresenta soprattutto un punto di partenza. L’UNESCO non riconosce soltanto il valore di un bene da conservare, ma invita a mantenerlo vivo. La vera tutela passa attraverso la capacità di far vivere quei luoghi. I nostri teatri storici non sono soltanto monumenti di straordinaria bellezza. Devono diventare sempre di più luoghi in cui il teatro si produce, si sperimenta e si rinnova. Vere e proprie factory culturali, capaci di generare creatività, lavoro, turismo e sviluppo”.
“Il riconoscimento UNESCO riguarda alcuni teatri che rispondono a specifici criteri storici e architettonici, ma il valore di questo traguardo appartiene all’intero sistema teatrale marchigiano. È tutta la rete dei nostri teatri a uscirne rafforzata, perché questa candidatura racconta una storia che appartiene a tutte le Marche”.
“Tra la metà del Settecento e l’Ottocento furono infatti le comunità locali, l’aristocrazia e la borghesia a scegliere di costruire un teatro in ogni città, contribuendo direttamente alla loro realizzazione attraverso il sistema dei palchi. Erano teatri “condominiali”, patrimonio condiviso dei cittadini, che nel tempo sono diventati patrimonio pubblico delle amministrazioni comunali. È proprio questa straordinaria storia di partecipazione civica e di amore per la cultura ad aver conquistato il riconoscimento internazionale”.
“Da oggi abbiamo una responsabilità ancora maggiore. Il mondo ci dice che possediamo un patrimonio unico: spetta a noi dimostrare di esserne all’altezza, facendolo vivere ogni giorno”.
“Questo è il momento di investire ancora di più nella programmazione, nella produzione, nella formazione dei giovani artisti e nella capacità dei nostri teatri di essere motori di sviluppo culturale e sociale”.
“Solo così – conclude la Giorgi – il riconoscimento UNESCO non resterà un sigillo di prestigio, ma diventerà una straordinaria occasione di futuro. Facciamo delle Marche non soltanto la regione dei teatri, ma la Regione del Teatro: una terra in cui il patrimonio non sia semplicemente custodito, ma continui a produrre cultura, bellezza e opportunità per le generazioni che verranno”.
Paola Giorgi
Attrice e manager teatrale
Direttore Artistico
Bottega Teatro Marche





