ANCONA – Cgil, Cisl e Uil delle Marche, accolgono con favore la volontà dell’Assessore alla Salute Calcinaro di prevedere l’utilizzo della RU486 in ogni ospedale e consultorio delle Marche. Ma lo criticano, invece, sull’apertura alle associazioni “pro vita” nei consultori.

    “Le organizzazioni sindacali – scrivono in una nota congiunta Eleonora Fontana-Loredana Longhin (Cgil Marche), Selena Soleggiati (Cisl Marche) e Claudia Mazzucchelli (Uil Marche) – ribadiscono con forza che nei consultori non ci debbono essere punti di vista, ma professionisti che affiancano le donne e che non si deve di confondere il ‘supporto e sostegno alla maternità’ con l’interruzione di gravidanza, creando un lasciapassare alle suddette associazioni all’interno dei consultori”.

    Questo, secondo i sindacati, costituisce “un grave attacco al diritto all’autodeterminazione delle donne, ma anche un attacco alla sanità pubblica e all’organizzazione dei consultori, svuotati da tempo di strumenti e di personale, con danni sociali importanti in termini di prevenzione e di reale possibilità di esercizio del diritto alla salute”. “L’unica esperienza di cui i consultori hanno bisogno, – sottolineano – è quella del personale di ginecologia, psicologia, ostetricia, di assistenti sociali che si occupino della salute delle persone”.

    Alla luce di queste considerazioni, in attesa di un confronto con l’assessore Calcinaro su questo importante tema, concludono i sindacati, “rinnoviamo il nostro impegno per i diritti delle donne in tutte le fasi della vita”.