ANCONA – Centotre milioni di euro è il conto aggiuntivo che le micro e piccole imprese marchigiane si trovano a sostenere per il costo dell’energia elettrica rispetto alla media europea. Le cifre rese note dall’ufficio Studi di Confartigianato anche per quanto riguarda il conto nelle province: Ancona registra il maggiore extracosto, con 33 milioni di euro, pari allo 0,20% del Pil provinciale. A seguire ci sono Macerata, con 22 milioni e un’incidenza dello 0,22%, e Pesaro e Urbino, sempre con 22 milioni, pari allo 0,19% del Pil.
Il differenziale raggiunge poi i 15 milioni di euro ad Ascoli Piceno, dove l’incidenza sul Pil è dello 0,22%, e gli 11 milioni a Fermo, anche in questo caso con un’incidenza dello 0,22%.
“I dati – sottolinea Gilberto Gasparoni segretario di Confartigianato Marche – confermano una zavorra inaccettabile”. Confartigianato chiede “interventi urgenti e strutturali” per riequilibrare il peso fiscale e gli oneri generali di sistema. “Le nostre aziende – conclude Moira Amaranti Presidente di Confartigianato Marche – non cercano privilegi, ma condizioni eque per competere sul mercato europeo e portare avanti con successo la transizione energetica”.



