Tre manager di Tod’s spa sono indagati per caporalato insiema alla stessa società, già coinvolta in un’inchiesta della Procura di Milano dello scorso ottobre che aveva portato a chiedere l’amministrazione giudiziaria per il colosso della moda per omessi controlli nella catena dei subappalti della produzione in opifici cinesi.

Ora la Procura di Milano sembra aver individuato non più solo responsabilità omissive dei dirigenti dell’azienda ma anche ipotesi dolose. Per gli inquirenti, infatti, i manager della società di Diego Della Valle non avrebbero tenuto “minimamente conto dei risultati” di alcune “ispezioni” negli opifici cinesi, sei tra le province di Milano, Pavia, Macerata e Fermo, che “davano atto di numerosi indici di sfruttamento” dei lavoratori.

Per questo la Procura ha chiesto per la società la sospensione della pubblicità per sei mesi: una richiesta di interdittiva mai vista fino ad oggi nelle altre inchieste che hanno coinvolto altri marchi della moda proprio su questo tema.

Intanto la Corte di Cassazione, come ha fatto sapere la stessa società Tod’s, si è espressa sulla questione della territorialità, che spetta ad Ancona e non a Milano. La questione territoriale si era posta dal momento che i laboratori oggetto di indagine si trovavano sia in Lombardia sia nelle Marche. “In merito alle nuove contestazioni sulla medesima vicenda – spiegano dalla Tod’s – stiamo ora esaminando con la stessa tranquillità l’ulteriore materiale prodotto dal dottor Storari”.