ANCONA – Passano da 14 a 17 i casi positivi ogni 100 mila abitanti nelle ultime 24 ore. Crescono i numeri della variabile che, a 50 casi, segna il passaggio in fascia gialla. In totale, informa il Servizio Salute della Regione Marche, nell’ultimo giorno sono stati scoperti nuovi 52 casi positivi con un rapporto positivi/testati sui molecolari del 7%. Undici i test antigenici positivi che poi andranno testati nuovamente con il molecolare. In ospedale si registrano due nuovi ingressi: sono 13 in totale i degenti Covid, di cui due ormai da settimane, nel reparto di rianimazione di Pesaro. Fermo da due settimane il bilancio delle vittime: 3038 dall’inizio dell’emergenza sanitaria. 

Oggi il monitoraggio della Cabina di Coordinamento al Ministero della Salute: i nuovi casi sono in aumento in tutto Italia. L’indice che calcola il tasso di replicazione del virus, questa settimana è 0,91 contro lo 0,66 della settimana scorsa e lo 0,63 della precedente. Poi c’è l’incidenza dei casi settimanali ogni 100 mila abitanti: le Marche sono in linea con la media nazionale, mentre le due isole Sicilia e Sardegna, con più di 30 casi ogni 100 mila abitanti, potrebbero cambiare colore nelle prossime settimane. 

Scrive il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli:”Come avevamo già annunciato, la nostra regione è rimasta in zona bianca, con un tasso di incidenza ad oggi di 14,9 nuovi positivi settimanali ogni 100 mila abitanti, quando la media nazionale è di 19. Un dato che ci posiziona sotto la media e ci fa conservare, almeno per ora, un ampio margine di sicurezza, perché ricordo che per entrare in zona gialla bisogna raggiungere i 50 nuovi positivi settimanali ogni 100 mila abitanti. Quello che accadrà poi nelle prossime settimane nessuno ad oggi è in grado di dirlo, e per questo bisogna continuare sempre a tenere altissima l’attenzione e a non sottovalutare in nessun modo i rischi, siamo nel mezzo di una pandemia con tutto quello che ne consegue. Ma ad oggi, con 11 ricoverati per Covid nelle nostre strutture sanitarie regionali, possiamo affermare che il rischio di tornare in zona gialla è lo stesso rischio delle altre regioni italiane. Rivolgo infine un appello a tutti gli organi di informazione, affinché nel dare le informazioni facciano attenzione a non creare allarmismi infondati che risultano poi essere dannosi per la credibilità del sistema oltre che con effetti economici devastanti”.