Tanti auguri, caro papà! Come la funzione paterna può stimolare la nostra crescita umana

Si ringraziano per il sostegno Sebastiano Arena e Donatella Petrocchi di Erba Sacra e Il sorriso di Daniela.

Di Anna Fata.

Dopo aver affrontato in questa rubrica, di recente, il tema dell’amore e delle relazioni, e come tali aspetti di vita possono contribuire alla nostra crescita personale e al nostro benessere, torniamo ad approfondire l’argomento parlando specificamente di funzione paterna.

Chi non ricorda, almeno per un istante, che il 19 marzo si celebra la ben nota “Festa del papà”?

Pare che questa festa, di stampo cattolico, sia da fare risalire alla credenza secondo la quale in tale data è deceduto San Giuseppe, padre adottivo di Gesù. Già nel 1871 la Chiesa lo aveva proclamato protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa universale.

Chi lo ha conosciuto, chi lo ha ormai solo nel cuore e nel ricordo, chi non lo ha mai conosciuto, chi ne ha avuto uno che ne ha fatto le veci, pur non essendo quello biologico: la maggior parte di noi ha un Padre, almeno sul fronte interiore.

Quando questo è stato avvertito come carente o, al limite, mancante, il vuoto interiore, lo smarrimento, la destabilizzazione, il disorientamento possono essere laceranti.

Si sente non solo la carenza di una presenza fisica, come è ovvio che sia, ma di qualcosa in più, della sua componente soprattutto interiore affettiva, morale, valoriale, orientativa, simbolica, normativa.

Un Padre, non è mai solo un semplice padre.

Un Padre è molto più di una mera funzione biologica. E’ soprattutto un elemento simbolico. Una funzione. Che si declina in un ruolo.

Cosa è un Padre?

Cosa significa avere un Padre?

Cosa implica essere un Padre?

Quali ruoli e benefici può ricoprire nella esistenza di ciascun essere umano?

Cosa comporta non avere una figura di riferimento paterna?

Se e come rimediare alla sua carenza o assenza?

A queste e altra domande cercheremo di rispondere nei successivi paragrafi.

* Le prime esperienze d’infanzia, i dolci (o amari) ricordi che restano per sempre

* Cosa è un Padre

* La crisi del Padre oggi

* Il Padre come si comporta oggi

* Quando la Legge e il conflitto favoriscono la relazione

* “Un padre è un male necessario”

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Le prime esperienze d’infanzia, i dolci (o amari) ricordi che restano per sempre

Ciascuno di noi, al di là del bene e del male, ha impresse nella sua memoria mentale, ma anche corporea, le prime esperienze di vita, che siano consapevoli, consce o non.

Sul piano emozionale, intuitivo, spirituale la nostra sensibilità umana è molto più spiccata e sottile di quanto crediamo. E gli effetti si vedono.

Chi più, chi meno, abbiamo tutti le nostre gioie, i nostri dolci ricordi, il calore, l’affetto delle memorie regressive che a volte ci colgono, ma anche delle ferite che, forse, pur rimarginandosi, a periodi tornano a dolere, specie nei momenti più sfidanti e stressanti della nostra esistenza.

Chi non ricorda il caldo, poderoso abbraccio di un padre o di chi ne ha svolto le funzioni? Chi non ne ha avvertito la parola, a volte tenera, a volte severa e impositiva? Chi non ha ancora il sentore di quelle mani grosse, magari un poco ruvide, supportive, contenitive, protettive o minaccianti in proporzione alle nostre minute e fragili di bambini?

Ciascuno ha i suoi personali vissuti in merito alla propria esperienza paterna.

E spesso poi da adulti tali modelli interiori e comportamentali vissuti e appresi tendono a ripetersi a propria volta con i propri figli. Altre volte la ribellione interiore ad alcune modalità disfunzionali, invece, è tale da imporre un radicale cambiamento rispetto alla generazione che ci ha preceduti.

Cosa è un Padre

Un Padre non è semplicemente un padre. Un Padre è molto di più. Un Padre non si riduce a mera potenza generativa. Un Padre è prima di tutto una funzione, che si declina anche in un ruolo.

Il Padre è una funzione interiore che, secondo la visione psicoanalitica, interdice l’incesto, introduce la Legge, un limite, delle regole, dei divieti, delle norme. Consente di passare dal brutale, immediato istinto al registro del pensiero.

La definizione di una Legge crea inevitabilmente una frattura, un confine, un limite entro il quale potersi muovere. E’ come se fosse, metaforicamente, la linea di demarcazione di un campo da calcio e come tale ne permette il gioco al suo interno.

In questo senso la Legge è funzionale alla vita, al vivere, al generare, al creare relazioni, dentro e soprattutto fuori dal contesto familiare.

La Legge, inoltre, crea opposizione tra generazioni, ma non con una finalità in sé stessa, bensì a scopo evolutivo, di crescita, di apprendimento. In senso più ampio è ciò che evita l’anarchia, che permette lo sviluppo della civiltà, sia in famiglia, sia nella società.

La Legge infrange la continuità del rapporto col Femminile, la fusione che si stabilisce tra madre e figlio fin dalla nascita. Aiuta il figlio a staccare il tanto famoso cordone ombelicale che oggi sembra essere assai saldo e coriaceo ancora in molti di noi.

Il Padre, rispetto alla funzione materna, rappresenta l’Altro, l’inizio di una relazione, che travalica la fusione madre-figlio.

La crisi del Padre oggi

Dove sta il Padre, simbolicamente, nella vita e nella società odierna?

Il Padre è innegabilmente carente, se non, a tratti, assente.

In tanti contesti familiari, ma anche sociali, sembra tutto permesso, non ci sono regole, limiti, vincoli, vige la legge del “se voglio, posso”, “questa è la mia vita, faccio quello che voglio”, “vengo prima io”. I figli diventano così piccoli despoti che accentrano, monopolizzano, comandano, impongono, dispongono.

Non solo questi ultimi sono destabilizzati, disorientati, anarchici, al limite anche violenti emotivamente, mentalmente, fisicamente, ma sono e, in alcuni casi, si sentono abbandonati a se stessi.

La funzione paterna ha abdicato il suo ruolo.

Insicurezze, pregresse lotte di potere, ribellioni, rivoluzioni non sono state in grado di sostituire con nuovi, solidi principi, valori, norme etiche quello che è stato rigettato e distrutto.

I padri di oggi, per mancanza essi stessi di riferimenti, per timore di perdere l’affetto o nel disperato tentativo di guadagnarlo, cercano di rendersi morbidi, concilianti, accomodanti su tutti i fronti, verso sé stessi, la famiglia, i figli, la società.

Essi cercano approvazione, conforto, accoglienza, e cercano di conformarsi a quelle che pensano essere le aspettative altrui.

Quello che ne deriva sono ansia, disorientamento, confusione, perdita di potere, rispetto, autorevolezza.

Il Padre come si comporta oggi

Se, in passato, il potere della Legge era naturale, conferito e legittimato dal divino, oggi con contesti più prettamente democratici il potere va meritato, conquistato, mai ottenuto in via definitiva, piena, ma è continuamente messo in discussione, minacciato.

Accade in famiglia, con la famosa parità di genere, accade nella società, con leggi ad personam a seconda del comodo del momento.

Oggi spesso si assiste ad una vera e propria inversione di ruoli: sono i figli che impongono la loro legge ai genitori e surclassano la funzione paterna, che, in realtà, prescinde dal sesso biologico e può albergare anche nelle madri e nel loro potere etico, legislativo, normativo.

Più che di funzioni biologiche, quindi, è appropriato parlare di codici, paterno, caratterizzato da rigore, frustrazione, guida, protezione, e materno, orientato verso l’affetto, l’accoglienza, il nutrimento, la comprensione, l’amore.

Oggi pare si possa assistere ad un eccesso di codice materno, con conseguente stagnazione evolutiva. Quello che si avverte assai carente è la cornice di senso, l’ordine, il senso, l’interpretazione della vita e del vivere.

Che ci faccio in questo mondo?”

E’ forse una delle domande che meno ci poniamo nella nostra quotidianità.

Da qui si comprende come il Padre sia un oggetto non solo esterno, quale persona in carne e ossa che molti di noi hanno conosciuto nella propria vita, ma anche e soprattutto interno, come esperienza psichica.

E’ un soggetto che aiuta a costruire la propria identità di figlio, adulto e, in molti casi, futuro genitore e che consente l’instaurarsi di sane relazioni, dentro e soprattutto fuori dal contesto del primo accudimento.

Oggi non ci sono più rigide distinzioni di sesso tra padri di sesso maschile e madri di sesso femminile, in quanto le veci possono essere sostituibili, oppure ci possono essere anche coppie omosessuali.

Quando la Legge e il conflitto favoriscono la relazione

La Legge del Padre non è mai fine a sé stessa, non gode semplicemente di imporre, disporre, normare, vietare o, al limite, punire.

Nessun genitore, nel profondo, vive senza un tumulto interiore regole, norme, divieti, concessioni ai propri figli, così come a sé stesso.

La Legge è funzionale ad un conflitto, ad un dialogo, ad un confronto tra generazioni che, nella migliore delle ipotesi, sfocia in una futura, adulta identificazione tra figli e genitori.

Quante volte, onestamente, ci siamo scoperti molto più simili ai nostri genitori rispetto a ciò che credevamo?

Quante volte ci siano sorpresi a essere o fare esattamente quel che loro erano o compivano?

Il Padre ha un doppio ruolo, fisico e psichico: difende la coppia madre-figlio, impegnata nel nutrimento, si declina nella coniugalità, nella relazione di coppia, dispensa Legge e affetto.

Un padre è un male necessario”

Questa è una affermazione di Leopold Bloom, con la quale sostiene che la vita non può prescindere da un Padre, non per forza cattivo, ma sufficientemente buono, in cui coesistono e si manifestano sia sentimenti ostili, sia amorevoli.

Non si tratta di avere un Padre tiranno, né che sia veramente reale, tangibile, ma anche e soprattutto interiore, come senso del limite. In questo senso può essere incarnato in parte anche dalla figura materna.

Dovrebbe essere un Padre che non solo proibisce, ma anche unisce il desiderio alla Legge. Se non è tutto possibile, qui, ora, su comando, come accade per i famosi “figli tiranni”, piccoli despota che abbiamo noi stessi allevato ed educato in tal modo, si può passare da istinto, bisogno al desiderio, che implica attesa paziente, consapevole, e a volte anche trepidante.

Questo permette di imparare a vivere e adattarsi all’Altro, al contesto familiare, a quello sociale, in cui i propri bisogni, istinti sono da conciliare e calibrare con quelli altrui. Noi non siamo il centro del mondo, né nostro né altrui.

Un vecchio claim pubblicitario recitava: “Il mondo gira intorno a te”.

Questo incarna la logica imperante, altamente disfunzionale e distruttiva per le relazioni, in cui vengono minati il rispetto, la collaborazione, la cooperazione, lo spirito costruttivo.

La Legge, quindi, non si oppone al desiderio, ma lo alimenta, lo sostiene, lo rende possibile. Non è di per sé stessa castrante, ostativa, ma è finalizzata a creare gli spazi del possibile, dell’azione costruttiva, della libertà, della assunzione della responsabilità.

La funzione paterna, quindi, oggi più che mai ha bisogno di essere riscoperta e ricoperta in modo umano, non persecutorio, con riferimenti ben precisi, ma anche con le dovute eccezioni.

E allora, alla luce di ciò, la prossima volta che vediamo nostro padre, oppure siamo in dubbio noi stessi se concederci una bella zeppola per festeggiare la tanto famosa “Festa del papà”, non chiediamoci se ci fa necessariamente male alla salute infrangere per una volta una ferrea e salutare dieta, ma concediamocela di gusto, senza ripensamenti, sapendo che quel che conta è ciò che mangiamo il resto dei 364 giorni dell’anno a sancire la nostra salute del corpo e della mente, e non in uno o pochi giorni di celebrazione nella nostra esistenza!