ANCONA – Tre anni fa, una scossa di magnitudo 5.5 alle 7,07 del mattino, come una terribile sveglia, colpì la costa marchigiana, con danni significativi soprattutto nei territori di Ancona, Fano e Pesaro. Un danneggiamento complessivo di oltre 458 milioni di euro con 380 edifici danneggiati, tra cui 230 abitazioni con diverse famiglie rimaste fuori casa, soprattutto nella città di Ancona. Proprio nei giorni scorsi c’è stato un incontro in Regione per fare il punto sulla ricostruzione privata e per dare risposte sull’interruzione del contributo di autonoma sistemazione sospeso da marzo a causa della fine dello stato di emergenza. Con la recente ordinanza della protezione civile nazionale ora il contributo mensile per chi è dovuto uscire dalle case inagibili può ripartire. “Ora, con l’ordinanza finalmente pubblicata e la macchina amministrativa in moto, si apre una nuova fase per i terremotati: quella della continuità nel sostegno economico, in attesa che la ricostruzione entri nel vivo” commenta il commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli che ha anche la competenza di questa ricostruzione oltre al cratere del centro Italia. Nel frattempo, lo stesso Ufficio Speciale per la Ricostruzione (Usr) ha inviato una lettera ai Comuni interessati, chiedendo di aggiornare lo stato di avanzamento degli interventi finanziati e di caricare sulla piattaforma dedicata il fabbisogno relativo al Cas, sia per le somme già erogate che per quelle ancora da erogare. Questo passaggio è essenziale per consentire l’istruttoria e il trasferimento dei fondi.






