FABRIANO – Stop produttivo per la linea elettrica, piani ad induzione, nello stabilimento di Melano, che conta complessivamente circa 400 lavoratori, a Fabriano (Ancona) per la Beko Europe dal 21 maggio al 2 giugno compreso. Dipendenti a casa, in cassa integrazione, e perdita di produzione di oltre 2mila piani cottura al giorno.
L’annuncio da parte di Beko ai sindacati è avvenuto subito dopo l’incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), durante il quale era stata evidenziata una leggera ripresa produttivo per il sito fabrianese, con la nuova lunga chiusura dello stabilimento fabrianese, dove nell’ultima decade di maggio sarà completamente ferma la produzione di piani ad induzione, prodotti di punta della fabbrica, esattamente dal 21 maggio al 2 giugno compreso.
“La perdita di produzione – evidenzia Pierpaolo Pullini, componente della segreteria provinciale della Fiom e responsabile per il distretto economico-produttivo di Fabriano – sarà di oltre 2mila piani cottura al giorno e andrà di fatto a neutralizzare la leggera ripresa di inizio anno”. Pullini ribadisce inoltre il “forte ritardo sugli investimenti strategici concordati” “ed un massiccio utilizzo dell’ammortizzatore sociale (cassa integrazione), nonostante il piano di uscite sia stato realizzato al 150%: oltre 90 uscite incentivate a fronte di 62 esuberi dichiarati”. Per Beko, inoltre, vi è anche una situazione complessiva di difficile tenuta del Gruppo. Infatti, “per il 2026 – prosegue il sindacalista – è stata annunciata ufficialmente la necessità di procedere ad una ricapitalizzazione di oltre 300 milioni di euro, dopo i 250 milioni del 2025. Questo dimostra che la scelta di disimpegnare dall’Italia, chiudere stabilimenti e funzioni, è solo una riduzione costi che rischia di non essere sufficiente per creare una vera prospettiva occupazionale”, conclude Pullini che torna a chiedere una forte attenzione da parte delle Istituzioni.




