Un lungo corteo di genitori, sotto la pioggia battente. Il maltempo non ha fermato un grido di rabbia che cova ormai da due anni, lanciato dalle mamme e dai papà degli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo don Mauro Costantini. Non ne possono più, questo il loro sfogo, della lentezza dei lavori di adeguamento antisismico e ristrutturazione del plesso del capoluogo.
A guidare la processione, un cartello inequivocabile: “Un Paese senza scuola si spegne”. La manifestazione ha visto prima un sit-in dei genitori davanti al cantiere fermo della scuola per poi riunirsi in corteo diretto verso il Municipio, per far valere il diritto dei loro figli ad avere una scuola. “Colpa” dei lavori iniziati nel 2020 e mai terminati, con i 150 studenti della scuola rimbalzati alla meglio nelle frazioni: la secondaria è ospitata nel plesso scolastico della frazione Angeli; le classi della primaria sono sistemate nel plesso scolastico di Borgo Stazione e due nell’ex centro d’aggregazione giovanile di via Capitini, riadattato a scuola per l’occasione.
I genitori lamentano il fatto che gli spazi non siano idonei ad accogliere le classi e che vi sono grandi disagi per il trasporto dei ragazzi. I lavori sarebbero sospesi dopo una momentanea interruzione perché la ditta appaltatrice non avrebbe ancora fornito al Comune il progetto necessario per la ripresa dei lavori: questo, quanto sostenuto dall’ingegnere comunale nel corso di una riunione svoltasi a maggio con il sindaco, la dirigente scolastica e i genitori del Consiglio d’Istituto. Il consigliere d’opposizione, l’ingegnere Angelo Cuicchi ha dato battaglia in consiglio comunale e fatto partire esposti in Procura e alla Corte dei Conti.






