POLVERIGI – Ancora una tentata truffa con il metodo del finto carabiniere, sventata fortunatamente dai veri carabinieri. I militari della Stazione Carabinieri di Agugliano, coadiuvati da un equipaggio del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona una 30enne, residente fuori Provincia.
I fatti si sono verificati nella tarda mattinata a Polverigi. Un uomo ha contattato al telefono un’anziana di 85 anni e, qualificandosi falsamente come appartenente all’Arma dei Carabinieri, l’ha indotta con l’inganno a raccogliere tutti gli oggetti d’oro presenti nell’abitazione con il pretesto di un imminente e urgente controllo. Più tardi, la 30enne si è presentata alla porta della vittima, convincendola a mostrarle i gioielli di famiglia con la scusa di verificare che non si trattasse della refurtiva di un recente furto in gioielleria. Il piano criminoso è stato tuttavia interrotto dal provvidenziale e inatteso intervento di alcuni parenti dell’anziana, alla cui vista la giovane donna si è data a precipitosa fuga a piedi.
L’immediato allarme diramato al 112 ha attivato la macchina dei controlli dell’Arma. In mezz’ora i militari hanno cinturato la zona e sono riusciti a rintracciare l’indagata mentre cercava di allontanarsi a piedi.
La donna dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di tentata truffa. Nell’occasione, i Carabinieri rinnovano l’invito alla cittadinanza a mantenere elevata la guardia e ricordano alcune semplici ma fondamentali regole di prevenzione: nessun Carabiniere o appartenente alle Forze dell’Ordine o alle istituzioni richiede mai denaro, gioielli o oggetti di valore a domicilio o per telefono per effettuare controlli, richiedere cauzioni o verifiche di polizia. In caso di chiamate sospette o richieste di denaro da parte di sedicenti Carabinieri, appartenenti alle forze dell’ordine o avvocati, non consegnare nulla e contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112 e recarsi al più presto presso la Stazione dei Carabinieri più vicina per verificare la veridicità delle comunicazioni.




