ANCONA – Nelle Marche ci sono circa 14 mila nuovi casi di tumore l’anno, l’età media dei malati è di 69 anni e le neoplasie più diffuse sono quelle della pelle, alla mammella, alla prostata, al colon, al polmone. Il 4 febbraio si celebra la Giornata Mondiale contro il Cancro, istituita a Parigi nel 2000, che ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione e portare alla luce non solo i problemi legati alle malattie tumorali, ma anche le giuste pratiche per prevenire e limitare l’insorgenza del cancro.
“Battere il cancro si può- ha detto l’Assessore alla Sanità Filippo Saltamartini – e lo si può fare con la ricerca, la prevenzione e la diagnosi precoce: per questo sono utilissimi gli screening che avevano subito una battuta d’arresto durante il covid ma ora sono ripresi a pieno regime”.
Da quest’anno è disponibile anche l’HPV test per le donne tra i 30 e i 64 anni: ricerca il DNA del virus ad alto rischio oncologico ed è molto più sensibile del pap-test. La cadenza è quinquennale, il prelievo viene effettuato da una ostetrica con le stesse modalità e in caso di positività si viene accompagnati nel percorso clinico di secondo livello. Per le donne tra i 25 e i 29 anni resta invece il pap-test con cadenza triennale. Le donne vaccinate con due dosi entro i 15 anni saranno sottoposte ad hpv test a partire dai 30 anni. Le donne di 25 anni non ancora vaccinate vengono invitate a sottoporsi gratuitamente al vaccino anti HPV con la prima chiamata dello screening.
Ci sono poi:
-lo screening mammografico con cadenza biennale, rivolto alle donne di 50-69 anni di età;
-lo screening del colon-retto, biennale, per uomini e donne tra i 50 e i 69 anni di età, per la ricerca di sangue occulto nelle feci. Presso le farmacie è possibile ritirare il Kit che andrà riconsegnato nei punti di raccolta presenti su tutto il territorio.
Per tutte le informazioni utili riguardanti i percorsi di screening oncologici attivi nel territorio è possibile fare riferimento alle Segreterie Organizzative degli Screening (SOS) presenti nelle diverse AST. Mail e numeri verdi sono disponibili al link https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Salute/Screening-oncologici#item3617.
La ricerca in Senato
In Senato a Roma è stata presentata una ricerca, coordinata dalla Clinica Oncologica dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche, guidata dalla professoressa Rossana Berardi, condotta in 35 centri ospedalieri italiani tra i più rappresentativi, sull’impatto della burocrazia sulle visite e sulle liste di attesa.
La ricerca partita da Ancona è stata presentata ieri dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) di cui la professoressa Berardi è consigliere nazionale, nell’ambito del convegno nazionale “Close the Care Gap” alla presenza del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), Silvio Brusaferro.
Dai risultati dello studio, eseguito su 1.469 pazienti visitati, è emerso che la più della metà del tempo di ogni visita oncologica viene impiegato in adempimenti burocratici, con un impatto sulle liste di attesa, che ovviamente si allungano: se una visita della persona richiede 11 minuti, altri 16 ne vengono impiegati tra prenotazione di nuovi appuntamenti, visite ed esami, compilazione di moduli, prescrizioni ed invio di mail.



