ANCONA – Al via domani sabato 4 luglio i saldi estivi nelle Marche, che si concluderanno il 1° settembre. Un appuntamento atteso da famiglie e imprese del commercio in una fase ancora caratterizzata dalla prudenza nei consumi e che può offrire un importante sostegno al commercio di prossimità. Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio Marche, la spesa media prevista sul territorio regionale è di circa 200 euro a famiglia, pari a 90 euro pro capite.

«I saldi continuano a rappresentare uno strumento importante sia per le imprese sia per i consumatori – afferma Giacomo Bramucci, presidente di Confcommercio Marche e presidente di Federazione Moda Italia Confcommercio Marche Centrali –. Oggi ci confrontiamo con un mercato in cui offerte e promozioni sono presenti durante tutto l’anno, ma ciò che distingue i negozi è la qualità del servizio, la competenza degli operatori e il rapporto di fiducia con il cliente. Sono valori che nessuna piattaforma online può sostituire».

Le vendite di fine stagione consentono di acquistare capi e prodotti di qualità, destinati a durare nel tempo, coniugando convenienza, attenzione al portafoglio e sostenibilità. I saldi coincidono inoltre con il periodo di maggiore afflusso turistico nelle Marche.

«L’auspicio – aggiunge Bramucci – è che una parte significativa della spesa di residenti e visitatori venga destinata alle attività delle nostre città, dei borghi e delle località balneari. Ogni acquisto contribuisce a sostenere il lavoro, l’economia e la vitalità dei nostri centri».

Confcommercio Marche ricorda infine alcune regole a tutela dei consumatori. I prodotti in saldo devono riportare il prezzo originale, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale. In base alla Direttiva Omnibus, il prezzo di riferimento deve corrispondere al più basso praticato nei trenta giorni precedenti l’inizio dei saldi. I negozianti sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici, salvo oggettiva impossibilità tecnica. La prova dei capi e l’eventuale sostituzione di un articolo integro restano a discrezione dell’esercente, mentre per i prodotti difettosi continuano ad applicarsi le tutele previste dal Codice del Consumo, con diritto alla riparazione o alla sostituzione nei termini di legge.