ASCOLI PICENO – Assoluzione per incapacità di intendere e di volere ma applicazione di due anni in Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza (Rems) per pericolosità sociale. E’ il verdetto emesso dalla gip di Ascoli Piceno Angela Miccoli che ha assolto per vizio di mente un 25enne originario del Gambia accusato di plurime ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate per una serie di aggressioni ad agenti del Commissariato di San Benedetto, tra i quali una poliziotta che venne morsa ad un dito per cui subì l’amputazione della falange ungueale, e a personale infermieristico dell’ospedale Madonna del Soccorso.

I fatti risalgono al 7 febbraio scorso a San Benedetto del Tronto. La perizia psichiatrica disposta dal gip ha concluso che l’imputato era incapace di intendere e di volere al momento dei fatti ma che è anche socialmente pericoloso e, per questo, bisognoso di cure. Nell’assolverlo, il giudice ha disposto che l’uomo segua un percorso all’interno di una Rems per due anni, così come chiesto dalla Procura di Ascoli che ha fatto propria la perizia disposta dal giudice. Secondo il perito, il 25enne non era per altro capace di essere consapevolmente presente ad un processo “perché in fase acuta di psicosi”.

Alla richiesta assolutoria della procura ascolana si è associata la difesa del gambiano accusato anche per il precedente furto di un portafogli a Pesaro.

La posizione del Sap

“Dopo la sentenza shock per la quale chi usa violenza e resistenza a pubblico ufficiale può essere assolto per lieve entità del fatto, oggi arriva la sentenza del tribunale di Ascoli Piceno che ha assolto per incapacità di intendere e di volere l’uomo che a San Benedetto del Tronto ha staccato una falange con un morso a una poliziotta”. Così il segretario generale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) Stefano Paoloni, precisando che “la collega, assistita dall’avvocato Rachele Selvaggia De Stefanis, ha contestato la perizia psichica poiché numerose erano le circostanze discutibili”.