ANCONA – “L’unica forza che ho. Stasera magia! Vi ho dato tutto perché ho visto voi fare lo stesso con me”. Sono parole piene di gratitudine nei riguardi dei fan in visibilio, quelle che Ultimo affida ai social dopo l’emozionante concerto di Ancona di mercoledì 2 luglio. Lo fa postando, per l’appunto, il video di “L’unica forza che ho”, brano “molto importante” del suo repertorio e per il quale chiede la collaborazione (“Mi metto al pianoforte, voi fatemi un regalo di accendere le luci”) del Del Conero per illuminare una calda notte stellata di inizio luglio.

Si siede al pianoforte e incanta. Dinanzi a lui oltre 30mila persone nella seconda tappa della tournée estiva italiana sold-out da mesi. Una favola che prosegue, quella del cantautore romano, che torna ad Ancona e non si risparmia neppure un secondo. Apre con “Dove il mare finisce”, e forse non è un caso in un’antica città di mare come la Dorica. Prosegue con “Colpa delle favole”. La sua è emblematica. E non parla, oggi, soltanto di record e dischi macinati. Ma si esprime soprattutto nelle emozioni. E attraverso musiche e testi che si rivolgono all’animo più profondo delle persone: “Quello che devo dire lo troverete dentro le mie canzoni”. Boato da platea e spalti. Scherza dal palco: “Abbelli miei”.

Un palco imponente. Ha la forma di una chiave, la stessa che porta al collo dagli esordi di una carriera brillante. Come i giochi di luce e magia che rafforzano lo show. Un gruppo eccellente lo accompagna e sostiene per due ore. Senza interruzioni. Alcuni pezzi, come i classici, strumento (chitarra, non solo piano) e voce. “Vola” in alto come “Peter Pan”, avvicina quei “Pianeti” che decanta sospeso da terra.

Il pubblico canta a squarciagola i suoi più grandi successi, da “Bella davvero” a “Altrove”, tra i più recenti, per arrivare ai più intimi “Amati sempre”, “Piccola stella” e “Ti dedico il silenzio”, passando per “Rondini al guinzaglio”, “Il ballo delle incertezze” e “Vieni nel mio cuore”. Giusto per citarne alcuni di una lunga, lunghissima scaletta. Chiude con quello che definisce “il nostro inno”, una brano manifesto: “Sogni appesi”. Il sogno di Ultimo, che in fondo quello della sua “Generazione”, continua.